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Svizzera
Votazioni 30 novembre: padronato contro pensionamento flessibile
Redazione
18 anni fa

No all'iniziativa sindacale per il pensionamento flessibile: le associazioni padronali svizzere sono scese in campo oggi per combattere una proposta che, a loro dire, metterà in pericolo l'intero sistema economico e previdenziale elvetico, con costi supplementari pari a 1,5 miliardi di franchi all'anno. L'iniziativa, su cui si voterà il 30 novembre, trae in inganno gli elettori. Se si esamina da vicino il testo "ci si accorge che essa chiede in realtà l'abbassamento generalizzato dell'età pensionabile a 62 anni", ha indicato oggi in una conferenza stampa a Berna il consigliere nazionale e presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri, Edi Engelberger (PLR/NW). L'elettore svizzero, dal 1978 in poi, si è pronunciato a quattro riprese contro la riduzione dell'età AVS: l'ultima volta nel 2000, ha aggiunto. Secondo le associazioni padronali, l'iniziativa è anche pericolosa dal profilo del finanziamento del sistema di sicurezza sociale: con l'aumentata speranza di vita e il calo della natalità, i conti dell'AVS finiranno un giorno o l'altro nelle cifre rosse: imporre spese supplementari è da irresponsabili, secondo Stämpfli. L'Unione sindacale svizzera e il sindacato Unia hanno subito reagito: gli imprenditori, si legge in un comunicato, si rifiutano di assumere i lavoratori più anziani. Metà delle persone che si trovano nella fascia di età tra i 60 e i 64 anni non sono più attive professionalmente. In queste condizioni, il padronato, respingendo il pensionamento flessibile, assume un atteggiamento ipocrita. ATS

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