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Svizzera
Votazioni 17 maggio: passaporto biometrico controverso
Redazione
17 anni fa

Il 67% degli svizzeri dice di volere approvare l'articolo sulla medicina complementare, in votazione il prossimo 17 maggio. Più combattuta l'introduzione del passaporto biometrico, con il 47% di favorevoli, il 39% di contrari, e un 14% ancora di indecisi. E quanto emerge dal sondaggio commissionato da SRG SSR idée suisse. Se si fosse votato lo scorso fine di settimana, i cittadini avrebbero dunque approvato ampiamente l'articolo che introduce nella Costituzione il principio che la medicina complementare sia presa a carico dall'assicurazione di base. Soltanto il 15% delle 1211 persone interrogate in tutte le regioni linguistiche ha detto di voler mettere un "no" nell'urna. Ma c'è ancora un 18% di indecisi. Per essere valida la consultazione avrà bisogno della doppia maggioranza, di popolo e Cantoni. Particolarmente favorevoli si dicono gli elettori dei Verdi (82%) e dei socialisti (78%). Gli elettori dell'UDC, contrariamente alla parola d'ordine del loro partito, approvano con il 65%. L'UDC è l'unica forza politica a combattere ufficialmente la medicina complementare. Nella Svizzera italiana il "sì" prevale, per ora, con il 74% (14% i "no"), nella Svizzera tedesca e in quella romanda con il 67%. La maggioranza degli svizzeri non è per il momento convinta dell'opportunità di introdurre il passaporto biometrico. Dal sondaggio di SSR, compiuto dall'Istituto di ricerche gfs.berna tra il 30 marzo e il 4 aprile, si rileva che il il 47% dei cittadini che andranno a votare intendono dire di "sì", mentre il 39% è decisamente contrario. La forte percentuale di indecisi (14%), fa sorgere incertezza sull'esito della consultazione. I contrari militano soprattutto nei Verdi (56%), nell'UDC (53%) e nei socialisti (41%). I favorevoli appartengono al PLR (60%) e al PPD (55%). La Svizzera italiana, in cui il "sì" raggiunge il 56% (39% il "no"), è la regione più propensa ad approvare il passaporto biometrico. Nella Svizzera tedesca i favorevoli sono il 51% (40% i "no"), in Romandia il 36% (34% i "no"), ma qui la percentuale degli indecisi è altissima: 30%. I due temi sottoposti al popolo il 17 maggio non suscitano comunque grande passione tra i cittadini: solo il 35% degli intervistati dice che andrà a votare, contro una media che di solito raggiunge il 40%. ATS

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