
Dopo i Verdi, anche il Partito socialista si schiera contro l'introduzione dei passaporti biometrici, tema in votazione popolare il prossimo 17 maggio. La direzione del partito ha deciso di appoggiare il comitato referendario, criticando soprattutto la progettata banca dati centrale. I delegati dovrebbero esprimersi il 28 marzo. Non vi è alcun motivo di introdurre una simile banca dati, ha affermato oggi il vicepresidente del PS, Cédric Wermuth alla radio DRS e non è prevista dall'ordinamento europeo. I passaporti elettronici o biometrici devono soddisfare determinati standard stabiliti dall'Organizzazione dell'aviazione civile internazionale (OACI). Gli Stati membri dello Spazio Schengen sono tenuti ad integrare nei loro passaporti oltre all'immagine del viso anche due impronte digitali. La Svizzera ha tempo sino al marzo 2010 per tener conto di questo sviluppo; in caso contrario verrebbe esclusa dallo Spazio Schengen. Contro la normativa è stato lanciato un referendum che ha raccolto 64mila firme. La nuova legge è contestata da varie organizzazioni, soprattutto di sinistra, ma anche di destra, che ritengono tra l'altro esagerate le modalità richieste per il rilascio di documenti d'identità. L'Assemblea dei delegati di Verdi lo scorso 7 fabbraio ha deciso, all'unanimità, di votare no al passaporto biometrico il prossimo 17 maggio. ATS
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