
Il passaporto biometrico è sicuro e le impronte digitali permetterebbero di rilasciare più facilmente un nuovo documento in caso di perdita o furto: lo ha affermato oggi a Berna Roman Vanek, capo della sezione documenti d'identità dell'Ufficio federale di polizia (fedpol). In vista della votazione popolare del 17 maggio, l'amministrazione federale vuole rassicurare i cittadini sulla protezione dei loro dati personali. Ogni anno le autorità rilasciano 400'000 passaporti, di cui circa 15'000 vengono persi o rubati. In questi casi il sistema centralizzato di registrazione dei dati permetterebbe di procedere in modo più efficiente, in particolare anche all'estero, ha spiegato Vanek ai giornalisti. Secondo il funzionario dell'amministrazione federale, le foto non sempre consentono un'identificazione chiara delle persone: pertanto le impronte digitali sarebbero di grande aiuto. Interpellato in proposito a possibili abusi qualora il passaporto venisse perso o rubato, Vanek ha ribadito che non è possibile accedere alle impronte digitali senza la chiave informatica d'accesso. "I rischi non sono maggiori rispetto ad ora", ha affermato. Fedpol ha anche presentato le modalità di rilascio del passaporto biometrico: starà ai cantoni decidere quanti centri vogliono istituire per raccogliere i dati e rilasciare il documento. "Finora solo il canton Berna ha preso una decisione formale in merito, optando per cinque centri", ha detto Philipp Bättig, esperto di fedpol. A suo avviso gli altri cantoni stanno tentennando perché vogliono prima aspettare l'esito della votazione popolare. Secondo Bättig, potrebbe anche essere organizzato un sistema di rilascio mobile per le persone che non si possono spostare facilmente. Il prezzo del passaporto biometrico sarà di 140 franchi per gli adulti e di 60 per i bambini. Avrà una validità di 10 anni, come succede attualmente. La carta d'identità continuerà ad essere emessa senza microchip anche dopo l'eventuale introduzione di passaporti con circuito integrato. I passaporti elettronici o biometrici devono soddisfare determinati standard stabiliti dall'Organizzazione dell'aviazione civile internazionale (OACI). Gli Stati membri dello Spazio Schengen sono tenuti ad integrare nei loro passaporti oltre all'immagine del viso anche due impronte digitali. La Svizzera ha tempo sino al marzo 2010 per tener conto di questo sviluppo; in caso contrario verrebbe esclusa dallo Spazio di Schengen, a meno che non venga trovato un accordo speciale con tutti i Ventisette, indica fedpol. Contro la normativa è stato lanciato un referendum che ha raccolto 64mila firme. La nuova legge è contestata da varie organizzazioni, soprattutto di sinistra ma anche di destra, che ritengono tra l'altro esagerate le modalità richieste per il rilascio di documenti d'identità. ATS
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