
Il rilascio del passaporto rossocrociato è una cosa troppo seria per essere deciso al bar. Ne è convinta la sinistra, che invita gli Svizzeri a votare "no" il primo giugno prossimo all'iniziativa dell'UDC, intesa a ristabilire le naturalizzazioni attraverso le urne. "Addirittura Emmen non vuole fare retromarcia", ha sottolineato oggi alla stampa Roberto Rodriguez, dell'associazione Second@s Plus. Questo comune lucernese si è visto costretto a rivedere il proprio sistema, dopo essere stato richiamato all'ordine nel 2003 dal Tribunale federale (TF). Allora era di scena il rifiuto delle domande di cittadinanza svizzera depositate da un gruppo di stranieri originari dei Balcani. Per lo schieramento rosso-verde, la miglior soluzione consiste nella designazione di commissioni di naturalizzazione. Sono infatti gli organi più competenti per verificare in modo approfondito se sussistano i criteri per diventare svizzeri, in particoloare quelli riguardanti l'integrazione. "La fotografia e il curriculum vitae distribuito ai cittadini prima di una votazione non bastano per dare una valutazione fondata", ha affermato il consigliere nazionale Andy Tschümperlin (PS/SZ), ex presidente della commissione cantonale di naturalizzazione. Egli ha insistito nel sostenere che "il diritto di cittadinanza non è un premio che si vince alla fiera". ATS
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