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Svizzera
Votazioni 1. giugno: "sì" a "naturalizzazioni dem.", sondaggio SSR
Redazione
18 anni fa

Se si fosse votato la scorsa domenica, a sei settimane dallo scrutinio del primo giugno, l'iniziativa popolare "per naturalizzazioni democratiche" avrebbe raccolto una maggioranza relativa di consensi, stando al primo sondaggio commissionato da SRG SSR idée suisse all'Istituto di ricerche gfs.berna. Il 48 % degli intervistati avrebbe accolto il testo promosso dall'Unione democratica di centro (UDC), il 37 % lo avrebbe respinto e il 15 % si è detto indeciso. Secondo l'indagine sarebbe invece chiaramente bocciata l'iniziativa popolare "sovranità del popolo senza propaganda di governo" e accolto l'articolo costituzionale "per qualità ed economicità nell'assicurazione malattie". Il testo che intende limitare le prese di posizione del governo e dell'amministrazione prima delle consultazioni popolari sarebbe stato respinto dal 57 % delle persone contattate e ne avrebbe trovato consenzienti il 27 %. Per il nuovo articolo sull'assicurazione malattie avrebbe votato "sì" il 62 % degli intervistati, "no" il 18 %. In questo caso gli indecisi sono stati il 20 %. Il sondaggio è stato realizzato tra il 14 e il 19 aprile su un campione di 1207 elettori delle tre regioni linguistiche. Il margine di errore è di 2,9 punti percentuali, indica un comunicato della televisione svizzero tedesca (SF) diffuso oggi. L'esito della votazione sulle naturalizzazioni è aperto, precisano gli esperti di gfs.berna. L'iniziativa chiede che i comuni possano scegliere liberamente quale sia l'autorità competente per la concessione del passaporto, compreso il popolo attraverso il ricorso alle urne. Le differenze regionali sono sensibili: i divari più marcati tra fautori e detrattori sono stati registrati nella Svizzera italiana (48 % di "sì" contro 21 % di "no"), seguita da quella tedesca (49 % di "sì" contro 37 % di "no") e da quella romanda (43 % di "sì" contro 42 % di "no"). Si noti che in Ticino - la situazione è diversa nel Grigioni italiano - la legge sulla cittadinanza e sull'attinenza comunale (LCCit) stabilisce che quest'ultima è decisa dal legislativo comunale e non sono previste votazioni popolari. Tra gli elettori dell'UDC, il 17 % non sostiene il testo del proprio partito, contro il 74 % che è favorevole. L'iniziativa raccoglie consensi anche tra gli altri partiti borghesi: 57 % di "sì" contro 31 % di "no" tra i liberali radicali e 50 % contro 35 % tra i popolari democratici. Persino a sinistra, il 41 % sia dei socialisti sia dei Verdi intende votare per l'iniziativa. Una maggioranza comunque pensa di bocciare il testo: il 53 % dei socialisti e il 48 % dei Verdi direbbero di "no". Le persone senza un legame con un partito sono più indecise rispetto alla media: il 29 % non si è ancora fatto un'idea definitiva. Tra chi ha deciso cosa voterà, prevale il sostegno alla naturalizzazione alle urne (43 % di "sì" contro 28 % di "no"). La criminalità dei giovani stranieri naturalizzati è l'argomento sollevato più frequentemente da coloro che sosterranno il testo: il 66 % di loro lo citano. I due argomenti del comitato d'iniziativa - ossia l'eccessivo numero di naturalizzazioni e il significato politico e non amministrativo della concessione della nazionalità - non raccolgono maggioranze tra gli intervistati. Sull'altro fronte la protezione contro l'arbitrio e la discriminazione, come pure l'impossibilità di giustificare il rifiuto della concessione della nazionalità sono gli argomenti menzionati nettamente più spesso. Tra i tre oggetti in votazione, il maggior numero di indecisi si registra per l'articolo sull'assicurazione malattie, forse perché meno appariscente finora nella campagna. Le risposte delle persone interrogate sono contraddittorie. Il 67 % condivide il parere del comitato in favore del testo, secondo cui questo produrrà più concorrenza e un miglior controllo sui costi della sanità. Ma l'85 % ritiene, come gli oppositori, che la libera scelta del medico non debba essere limitata e che il potere delle casse malattia non debba crescere. L'iniziativa sulla propaganda di govern

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