
Le tre votazioni popolari in programma oggi sono state respinte in modo netto. Tutti i temi hanno visto la bocciatura dell'unanimità dei cantoni, con quote che in alcuni casi hanno superato il 90%. Il risultato peggiore è stato ottenuto dal managed care. La legge federale sull'assicurazione malattie (managed care) ha incassato una valanga di "no", pari al 76%. In Ticino la proporzione dei contrari è stata dell'87,5% e nei Grigioni del 70,1%. Campione del "no", nella misura del 91,2%, è risultato Vaud. Più in generale, le percentuali più alte di voti negativi si sono registrate nella Svizzera latina, dove le reti di cure integrate sono poco sviluppate, o addirittura non esistono del tutto. Il popolo ha rifiutato anche l'idea dell'iniziativa popolare "Accesso alla proprietà grazie al risparmio per l'alloggio" - lanciata dall'Associazione svizzerotedesca dei proprietari fondiari (HEV) - volta a defiscalizzare per dieci anni il risparmio per favorire l'acquisto di una prima casa. Secondo i dati definitivi, a livello federale i "no" sono stati il 68,91%. Il canton Ticino - pur respingendola - è stato più clemente con l'iniziativa, sostenendola con il 42,02% dei voti. Nel canton Grigioni i "no" hanno invece prevalso con il 69,49%. Popolo e cantoni non hanno voluto estendere il referendum obbligatorio ai trattati internazionali. Il 75,3% dei votanti ha bocciato l'iniziativa popolare "Per il rafforzamento dei diritti popolari in politica estera (accordi internazionali: decida il popolo!)" dell'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI). In Ticino il testo è stato respinto con il 61.64%, mentre nei Grigioni con il 75.60%. ATS
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