
Nell'incontro di Casa von Wattenwyl tra Consiglio federale e vertici dei partiti di governo tenutosi oggi si è discusso dell'applicazione del nuovo articolo sull'immigrazione approvato da popolo e cantoni lo scorso 9 febbraio. Il governo ha ribadito la volontà di agire ma anche di salvaguardare gli accordi bilaterali. Per tentare la quadratura del cerchio - l'Ue ha già fatto sapere che la libera circolazione delle persone non si tocca - l'esecutivo ha deciso di avviare trattative con l'Unione e ha recentemente adottato la bozza di un corrispondente mandato negoziale. Tale documento si trova ora in consultazione presso le competenti commissioni del Parlamento, i cantoni e i partner sociali. Mediante i negoziati, ha spiegato il Consiglio federale, si vogliono perseguire "due obiettivi di pari importanza". Da una parte, si tratta di adeguare l'accordo di libera circolazione per poter controllare e limitare l'immigrazione, dall'altra di assicurare la via bilaterale. L'avvio vero e proprio dei negoziati, ammette comunque il governo, richiede il consenso dell'Ue. Da parte loro, i partiti hanno ribadito la necessità che in futuro l'immigrazione venga gestita meglio a livello nazionale. Le formazioni politiche presenti all'incontro hanno anche sostenuto che l'economia deve adoperarsi per sfruttare meglio il potenziale interno della forza lavoro. Ebola Oggi il governo ha anche informato in merito all'epidemia di Ebola. La Svizzera ha potenziato il suo aiuto internazionale e sta vagliando la possibilità di sostenere gli sforzi dell'ONU sul posto con l'invio di un contingente dell'esercito per la logistica e il trasporto aereo. Gli ospedali svizzeri, ha ancora detto l'esecutivo, sono attrezzati per possibili casi di Ebola e le misure prese nel settore dell'asilo si sono rivelate efficaci. Da fine ottobre è inoltre a disposizione della popolazione un'infoline sull'ebola (058 463 00 00).
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