
Anche le compagnie straniere dovrebbero essere autorizzate a offrire voli nazionali interni alla Svizzera, come sulla tratta Lugano-Ginevra. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati, modificando in questa direzione la revisione della legge sulla navigazione aerea. La discussione continua con l'esame del resto del dossier. Con questa riforma vengono attuate varie mozioni adottate dal Parlamento. Lo scorso mese di giugno, il Nazionale ha già dato luce verde al progetto nel suo insieme.
L'apertura a società estere
D'accordo sul fondo della revisione, la commissione preparatoria della Camera dei cantoni ha però apportato varie modifiche alla versione iniziale. In primis, i «senatori» hanno deciso di creare le condizioni normative per riprendere i collegamenti aerei interni, aprendoli anche a società estere. Attualmente, il trasporto di persone o merci tra due punti del territorio svizzero per via aerea è riservato alle imprese elvetiche. Non essendoci però compagnie interessate, nessuno opera su queste tratte.
Gli Stati hanno dunque inserito nella legge la possibilità per i vettori con sede principale nell'Unione europea e nell'Associazione europea di libero scambio di assicurare - in caso di assenza di interesse da parte di compagnie svizzere - questo servizio. In particolare, la rotta che potrebbe beneficiarne è quella fra Lugano e Ginevra.
Collegare meglio due poli
«Non si tratta di una liberalizzazione generale del cabotaggio, bensì di collegare meglio due poli finanziari maggiori», ha affermato Fabio Regazzi (Centro/TI), già autore di un'iniziativa parlamentare con obiettivi simili. Per il ticinese, lo scopo è «rafforzare la competitività, l'attrattiva e la coesione nazionale».
«L'andata e ritorno in treno fra Lugano e Ginevra dura circa dieci ore, con spesso l'obbligo di pernottare», gli ha dato man forte Marco Chiesa (UDC/TI). Non si vuole peraltro creare un mercato artificiale, ha argomentato l'ex presidente del suo partito: «Nel 2015 su quella tratta c'erano decine di migliaia di passeggeri».
Pur riconoscendo la lunghezza del tragitto in questione via ferrovia, Baptiste Hurni (PS/NE) si è detto convinto che questa apertura non sia necessaria. In Svizzera «c'è la densità più alta al mondo di treni, con un alto tasso di puntualità», ha infatti sottolineato. Per 28 a 12, il plenum ha però seguito la maggioranza della commissione.

