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Svizzera
"Volevo morire in Svizzera, ma i medici mi hanno detto no"
"Volevo morire in Svizzera, ma i medici mi hanno detto no"
"Volevo morire in Svizzera, ma i medici mi hanno detto no"
Redazione
9 anni fa
Gabriele Cristaldi, rimasto tetraplegico dopo un incidente, ha raccontato la sua esperienza a La Vita in Diretta

Dopo DJ Fabo e altri italiani che si sono recati in Svizzera per usufruire del suicidio assistito, negli scorsi giorni i riflettori si sono accesi sulla storia di Gabriele Cristaldi. L'ex campione italiano di vela e grande appassionato di sport, rimasto su una sedia a rotelle in seguito a un incidente, ha raccontato la sua esperienza a La Vita di Diretta. "Ho affrontato questa sfida da sportivo, sono passati quasi sei anni e non mi sono ancora arreso. Da questo trauma ho colto positività, vorrei essere il testimonial della vita. È una cosa stupenda e bisogna godersi ogni giorno". 

Gabriele, tetraplegico, aveva deciso di venire in Svizzera e morire in una clinica: le nuove condizioni di vita per lui erano troppo dure. "In Svizzera parlai con i medici, volevo morire. Loro mi dissero di pensarci, perchè avrei potuto comunque vivere una bellissima vita: ti lasciano la libera scelta, ma poi mi hanno detto di no perchè non ero cittadino svizzero". 

Un rifiuto, quello dei medici svizzeri, che gli ha cambiato la vita. "Questo no mi ha ridato la gioia di vivere: ora sono contento di non essere morto. Sono risalito grazie alle persone che stavano peggio di me". 

Ottenere l'aiuto medico alla morte volontaria, contrariamente a quello che a volte sostengono alcuni media italiani, non è così semplice. E il caso di Cristaldi ne è una prova. 

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