
L’Unione europea si aspetta dei segnali concreti da parte svizzera. È questo in estrema sintesi il messaggio del vice-presidente della Commissione europea, Maros Sefcovic, al termine dell’incontro con il consigliere federale e responsabile del DFAE Ignazio Cassis. Le delegazioni si sono date appuntamento per la seconda metà di gennaio a margine del WEF di Davos, con la promessa di arrivare all’appuntamento con una roadmap con i prossimi passi da compiere.
Due messaggi
“Bisogna stabilire e consolidare un clima di fiducia reciproca” – ha affermato Sefcovic di fronte alla stampa al termine dell’incontro. “Al riguardo – ha proseguito il politico slovacco – ho due messaggi. Le relazioni fra Svizzera e Unione europea meritano molto di più dell’attuale impasse. Siamo il principale partner commerciale della Svizzera, che per noi è il quarto. Un accordo quadro deve poter regolare la partecipazione della Svizzera al nostro mercato unico. L’UE è aperta e s’impegna per una soluzione duratura”.
Da parte di Bruxelles sembra esserci la più completa disponibilità a ritornare a trattare con il nostro paese, ma anche la Svizzera – ha sottolineato il vice-presidente della Commissione europea – deve fare la sua parte.
“Questa è una sfida che si gioca in due. Dalla Svizzera ci aspettiamo una volontà politica senza ambiguità. Bisogna che si rispettino le medesime regole, che ci sia un allineamento al diritto europeo, che la concorrenza fra Svizzera e Unione europea sia leale e che ci sia un meccanismo efficace per regolare le controversie. Non da ultime la Svizzera devo fare finanziariamente la sua parte nelle politiche di coesione dell’Unione” – ha proseguito Maros Sefcovic, concludendo: “Vogliamo un segnale concreto da parte svizzera”.
Programmi di ricerca e miliardo di coesione
Per quanto riguarda la piena partecipazione della Svizzera al programma di ricerca dell’UE Orizzonte Europa, il commissario ha detto che l’UE ha bisogno di tempo per valutare come procedere. E che nella sua valutazione, Bruxelles prenderà in considerazione “l’intera situazione Svizzera-UE”. A questo proposito, Sefcovic ha menzionato lo sblocco del secondo miliardo di coesione da parte del parlamento svizzero, ma ha pure ribadito che l’UE si aspetta in futuro dei pagamenti regolari di coesione.
Prima di partire per Bruxelles, il consigliere federale Ignazio Cassis aveva dichiarato che il suo obiettivo è valutare insieme lo stato attuale delle relazioni con l’UE. Quello odierno è il primo incontro tra i due politici. Da quando la Svizzera ha interrotto i negoziati sull’accordo quadro istituzionale il 26 maggio, le relazioni tra la Svizzera e l’UE si sono irrigidite.
Oltre all’incontro tra Cassis e Sefcovic, oggi pomeriggio si svolge a Bruxelles il 40° incontro interparlamentare Svizzera-UE. Al centro delle discussioni ci sarà la questione della partecipazione svizzera a Orizzonte Europa ed Erasmus+.
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