
Potranno restare in Svizzera una madre boliviana e la sua bambina di 5 anni cui l’Ufficio cantonale della popolazione e della migrazione del Canton Ginevra aveva rifiutato di concedere un permesso di dimora nell’ambito di un ricongiungimento familiare.
La decisione, risalente dal 2014, era stata motivata dal fatto che la donna vivesse con il marito, un cittadino spagnolo in possesso di un permesso di dimora, vivesse in un mini-appartamento di 17 metri quadrati (non inclusi nel conteggio un piccola cucina e il bagno), ritenuto “alloggio non confacente”.
L’8 luglio 2015 il Tribunale amministrativo di prima istanza aveva annullato la decisione delle autorità ginevrine e due mesi più tardi la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) si era rivolta alla Corte di Giustizia ginevrina chiedendo di confermare la decisone dell’Ufficio cantonale della popolazione.
Anche in questo caso la Corte aveva ritenuto che lo spazio abitativo fosse sufficiente per una coppia con una bambina piccola. Il padre, inoltre, lavora durante la giornata e “lo spazio è adatto a due persone”. La Corte ha infine evidenziato le difficoltà nell’affittare o acquistare un appartamento nel Canton Ginevra e aveva stabilito che le disposizioni della SEM (“una stanza per inquilino”) non fossero applicabili in una realtà come quella ginevrina
La Segreteria di Stato della migrazione aveva così ricorso al Tribunale federale chiedendo di annullare quest’ultima decisione della corte di Giustizia. Il 6 giugno il legale della famiglia aveva prodotto un contratto di locazione di un appartamento di 4 locali, firmato il 31 maggio 2017
I giudici di Mon Repos hanno infine dato ragione alla Corte di Giustizia ginevrina, sposando - con sentenza del 18 dicembre scorso - la tesi dei ricorrenti, ovvero la difficoltà nel trovare un nuovo alloggio. Il ‘mini-appartamento’ è stato ritenuto un alloggio confacente in virtù della giovane età della bimba ma nel contempo la coppia è stata invitata a intensificare le ricerche di un nuovo appartamento. Madre e figlia avranno inoltre diritto a un permesso di dimora e a un indennizzo di 2'000 franchi da parte della SEM.
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