
A pochi giorni dalla notizia dell’aggressione di una guardia carceraria ad opera di "Carlos" – il detenuto più volte balzato agli onori della cronaca d’Oltralpe per gli alti costi della sua carcerazione e dei suoi innumerevoli comportamenti violenti – un altro capitolo della sua intricata vicenda giudiziaria si è finalmente chiuso.
Nel marzo scorso era emerso che Carlos avrebbe causato problemi durante la carcerazione preventiva a Pfäffikon (ZH), tanto da dover essere trasferito nel penitenziario di Pöschwies a Regensdorf (ZH). Ma la situazione non era migliorata, tanto che il 22enne era venuto alle mani con un compagno di prigionia ed esasperando con il suo comportamento il personale della struttura.
Durante il processo, in cui è stato condannato a 18 mesi di prigione per tentate lesioni personali gravi Carlos aveva lanciato pesanti accuse riguardo alle condizioni di detenzione a Pfäffikon, usando persino il termine "tortura" per definire le privazioni cui era stato sottoposto. Secondo il suo avvocato, il 21enne era stato tenuto in isolamento, senza televisione né letture né qualcosa per scrivere. Gli era stato inoltre tolto il materasso per un mese e ha dovuto dormire sul "freddo pavimento", per nove giorni non aveva avuto nemmeno una coperta e gli era stato negato anche il cibo: solo pane tre volte al giorno.
Stando a quanto riferisce l’ATS, l'inchiesta amministrativa voluta dalla direttrice del Dipartimento cantonale di giustizia Jacqueline Fehr (PS) e condotta dall’ex procuratore pubblico Ulrich Weder ha evidenziato un comportamento “parzialmente umiliante e discriminatorio” tenuto dalle autorità carcerarie nei confronti del 21enne detenuto. Non vi sono però state violazioni costituzionali o delle norme che riguardano i detenuti.
Secondo il procuratore Weder, i collaboratori dell'Ufficio per l'esecuzione delle pene che si sono occupati di "Carlos" non hanno agito con l'intento di discriminarlo o di umiliarlo. Le condizioni restrittive sono state piuttosto la conseguenza del comportamento "aggressivo, violento, minaccioso e renitente" del detenuto.
Per l'autore della perizia - il cui rapporto è stato trasmesso alla Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT) - è stato piuttosto il comportamento "aggressivo, violento, minaccioso e renitente" la causa delle misure restrittive, attraverso le quali le autorità speravano di ottenere miglioramenti.
Con i suo comportamento, il giovane pregiudicato ha dato prova di "una intensità e di una persistenza mai vista negli ultimi decenni", ha sottolineato il procuratore.
La consigliera di Stato Fehr ha ammesso che da parte della giustizia ci possono essere stati degli errori, ma mai fatti di rilevanza penale. Per cercare di risolvere la situazione, il Dipartimento di giustizia ha deciso di sostituire il direttore del carcere di polizia di Pfäffikon. Una decisione presa di comune accordo con il diretto interessato, che era entrato in carica da poco e ha deciso di cercare un nuovo orientamento professionale, ha detto la Fehr.
Un'altra misura ordinata dal dipartimento è la creazione, a livello cantonale, di una o due celle per la detenzione preventiva riservata ai "casi estremi" come questo.
Jacqueline Fehr ha inoltre fornito chiarimenti su una notizia trapelata nei giorni scorsi, secondo la quale il 21enne mercoledì scorso avrebbe mandato all'ospedale una guardia del penitenziario Pöschwies di Regensdorf (ZH) . I secondini aggrediti sono stati in effetti sette ed uno di loro è stato portato all'Ospedale universitario di Zurigo per un controllo. In seguito a questa vicenda, il detenuto è stato temporaneamente trasferito in una struttura psichiatrica.
"Carlos" è diventato un caso "nazionale" in seguito ad un reportage televisivo del 2013, in cui si riferiva delle misure di presa a carico decise nei suoi confronti dalla giustizia minorile. In alternativa al piazzamento in una struttura chiusa, al giovane era stato messo a disposizione un appartamento di 4 locali e mezzo, con misure terapeutiche ed assistenza 24 ore su 24, e anche la possibilità di seguire lezioni di boxe thailandese, la sua passione: il tutto ad un costo di circa 29'000 franchi al mese.
Il 21enne, che negli ultimi anni si è convertito all'Islam, ha problemi con la giustizia da quando aveva nove anni e ha alle spalle una lunga serie di condanne per reati violenti: in tutto più di 30, di cui due da maggiorenne. La vicenda più grave risale al 2011, quando accoltellò ripetutamente alla schiena un giovane, che riportò gravi ferite.
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