
Oltre tre quarti dei medici (78%) intervistati dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) critica la maniera in cui il pubblico è stato informato sull'influenza A/H1N1 nel 2009. Una comunicazione a volte insufficiente e contraddittoria li ha disturbati nel loro lavoro. Sono i risultati di un sondaggio dell'UFSP sulla gestione della pandemia pubblicato oggi. Oltre un quarto (28,6%) dei medici di pronto soccorso ha inoltre sostenuto che la distribuzione dei vaccini è stata complicata, tardiva ed eterogenea. Il 21,3% pensa che i media abbiano drammatizzato la situazione in maniera spropositata. I medici si sono sentiti "abbastanza ben" informati sul virus influenzale, con un tasso di soddisfazione di 6,1 su 10. Molti dottori di pronto soccorso (69%) si sarebbero però augurati una linea telefonica speciale, che rispondesse alle domande sulla gestione della pandemia. I partecipanti al sondaggio hanno sostenuto che la Svizzera era "piuttosto" preparata alla pandemia. I medici romandi si sono dimostrati tuttavia meno critici (7,2 su 10) rispetto ai colleghi di Zurigo e della Svizzera nordoccidentale (5,6). L'UFSP ha sicuramente potuto imparare qualcosa da queste valutazioni. In caso di nuova pandemia, le raccomandazioni e le contromisure dovranno essere formulate in modo chiaro ed uniforme. Dovranno inoltre essere applicate velocemente, in modo da facilitare il lavoro dei medici. Questi ultimi dovranno essere informati della situazione di crisi prima dei media in modo da poter rispondere alle domande dei pazienti in modo più facile e preciso. L'UFSP sottolinea comunque che le raccomandazioni internazionali differiscono a volte da quelle svizzere, fatto che potrebbe portare a delle informazioni non uniformi sul territorio. Il sondaggio è stato effettuato fra luglio e agosto 2010: il formulario è stato riempito da 1'412 medici sui 6'418 contattati, dati che corrispondono ad un tasso di partecipazione del 22%. ATS
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