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Parlamento
Violenza domestica, "Bisogna proteggere meglio il coniuge straniero"
©Cdt/TatianaScolari
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Keystone-ats
3 anni fa
È l'obiettivo della Commissione delle istituzioni politiche della Camera alta, che vuole modificare la Legge federale sugli stranieri estendendo le regole per i casi di rigore applicabili alle vittime di violenza domestica.

Le vittime straniere di violenza domestica devono essere meglio protette. È quanto si prefigge la Commissione delle istituzioni politiche degli Stati (CIP-S) che ha approvato con un'ampia maggioranza un progetto di legge già accolto lo scorso dicembre dal Consiglio nazionale, indica una nota odierna dei servizi parlamentari. Il progetto di legge prevede di modificare la Legge federale sugli stranieri estendendo le regole per i casi di rigore applicabili alle vittime di violenza domestica.

La situazione attuale

Dopo un divorzio uno straniero può rimanere in Svizzera e prolungare il suo permesso di soggiorno a certe condizioni, ossia se l'unione è durata almeno tre anni e la persona interessata è ben integrata. Tuttavia, le condizioni sono difficili da soddisfare. La vittima deve provare che la violenza c'è stata. Per paura di perdere l'autorizzazione di soggiorno, alcune donne rimangono quindi col coniuge violento.

E le intenzioni per il futuro

In futuro, in caso di divorzio è previsto che i familiari dei titolari di un permesso di dimora (permesso B), di un permesso di soggiorno di breve durata (permesso L) nonché delle persone ammesse provvisoriamente (permesso F) possano rimanere in Svizzera se sono stati vittima di violenza domestica. Finora questi gruppi di persone potevano chiedere di rimanere, ma non pretenderlo legalmente. Tale diritto spettava solo ai familiari stranieri di cittadini svizzeri e di titolari di un permesso di domicilio (permesso C). Oltre che alle persone che vivono in un'unione coniugale, la regolamentazione si applicherà anche a coloro che hanno contratto un'unione domestica registrata e ai concubini, nonché ai loro figli.