
Da questa sera alle 18 quattro cittadine lombarde entreranno in zona rossa a causa dell’aumento dei contagi da variante inglese. Questa la decisione comunicata ieri dal Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e inserita in un’ordinanza che rimarrà valida fino al 24 febbraio. Tra le cittadine coinvolte dalla decisione Viggiù, borgo vicino al confine da cui ogni giorno partono moltissime persone che vengono a lavorare in Ticino. Ma cosa è successo? Radio3i lo ha chiesto al direttore di Rete55, Matteo Inzaghi.
“Il focolaio è cominciato nella scuola, si parla di variante scozzese”
“Già nei giorni scorsi era stato rilevato come a Viggiù fosse scoppiato un focolaio”, spiega Inzaghi, “Si pensa che il cuore del focolaio sia la scuola e pare essere un focolaio della famigerata variante inglese... anzi per Viggiù si sta parlando di variante scozzese, che è una variante della variante”. Secondo Inzaghi tuttavia la rapidità con cui le autorità italiane sono intervenute sembra un buon segnale: “Se posso dire la mia opinione la velocità con cui oggi le autorità sanitarie riescono ad individuare i focolai, porli in risalto e far partire poi la ‘macchina’ che porta all’isolamento e ai tamponi di massa, ha un’efficacia palpabile. La diffusione viene contrastata anche da questa velocità di reazione. Tutto questo per dire che il fattore tempo è fondamentale e io auspico che anche in questo caso sia stato rispettato”.
Lockdown mirati: cambia la strategia?
Ma qual è la situazione in Italia nel complesso? Sempre Radio3i lo ha domandato al giornalista Alessandro Milan: “A dar retta agli scienziati purtroppo la situazione sta un po’ peggiorando. C’è una grande polemica dopo che Ricciardi, consulente del Ministro della Salute Speranza, ha dichiarato che a suo parere ci vorrebbe un lockdown intensivo. In realtà credo stia avanzando l’idea di chiudere e creare le cosiddette zone rosse per aree o microaree. Per esempio oggi in Lombardia ci sono quattro comuni in zona rossa in Lombardia. Di fatto quindi l’idea che sembra prevalere non è quella di un lockdown generalizzato ma andare a verificare zona per zona, non solo provincia per provincia ma anche comune per comune e creare dei lockdown mirati.
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