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Vietare il Corano gratis? "Si potrebbe, ma..."
Vietare il Corano gratis? "Si potrebbe, ma..."
Vietare il Corano gratis? "Si potrebbe, ma..."
Redazione
9 anni fa
Secondo il SIC l'attività di "Lies!" contribuisce alla radicalizzazione, ma vietare l'associazione è "irrealizzabile"

Nel giugno scorso, contrariamente a quanto aveva consigliato il governo cantonale, l'esecutivo della Città di Zurigo aveva deciso di autorizzare una distribuzione gratuita del Corano della controversa organizzazione salafita "Lies!" ("Leggi!", poi annullata dagli stessi organizzatori. Il municipale Richard Wolff (Lista alternativa), responsabile del Dicastero della sicurezza della città sulla Limmat, aveva infatti dichiarato che l'azione non poteva essere vietata, perché “non esistono prove o sentenze di tribunale contro gli attivisti di "Lies!", ma soltanto supposizioni”.

Una tesi che non aveva convinto il direttore del Dipartimento cantonale della sicurezza Mario Fehr (PS), che a fine maggio aveva chiesto con una lettera ai comuni zurighesi di non autorizzare la distribuzione del Corano praticata dagli attivisti di "Lies!" e, parallelamente, alla Confederazione di proibire il ramo elvetico del gruppo "Die wahre Religion" ("La vera religione") all'origine della diffusione del Corano (vedi articoli suggeriti).

Il responsabile del Dipartimento cantonale della sicurezza aveva espresso la sua raccomandazione sulla base di una perizia giuridica e di informazioni raccolte dai servizi di intelligence. Stando a quanto riportato oggi dalla Neue Zürcher Zeitung, il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) ha rafforzato la posizione di Fehr. Il direttore Markus Seiler ha infatti scritto una lettera ai membri della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDCGP) e ai comandanti delle Polizie cantonali nella quale spiega è "verosimile" che l'attività dell'organizzazione "Lies!" contribuisca a radicalizzare e a reclutare combattenti per l'ISIS.

No a un divieto generale, ma singole autorizzazioni possono essere negate

I giuristi della Confederazione, tuttavia, ritengono che singole azioni di distribuzione gratuita del Corano possano essere vietate se ad organizzarle sono persone oppure organizzazioni "immorali", che rifiutano i diritti fondamentali e lo Stato di diritto, mentre molto più complicato è proibire totalmente l'associazione "Lies!". Quest'ultimo scenario sarebbe possibile esclusivamente se il gruppo dovesse contrastare una risoluzione dell’ONU oppure dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Ovvero dovrebbe essere incluso in una lista di organizzazioni terroristiche.

In sostanza, però, dal punto di vista giuridico la distribuzione di copie del Corano o della biografia di Maometto non rappresenta nessuna minaccia per la sicurezza esterna o interna della Svizzera. Ergo, si legge nel parere legale del SIC, un divieto generale contro queste azioni è attualmente "irrealizzabile" in quanto mancano le condizioni materiali e formali. I gruppi islamici che diffondono una visione radicale del Corano non possono essere sorvegliati in maniera preventiva dal SIC.

La campagna di distribuzione gratuita del Corano "Lies!" è creata sotto forma di associazione ed è dunque difficilmente attaccabile sul piano penale, aveva indicato il Ministero pubblico della Confederazione. Quest'ultimo ha aperto diverse procedure contro persone legate alle operazioni "Lies!" nello scorso novembre.

Alle nostre latitudini, ricordiamo, a chiedere un intervento al Governo era stato il deputato PLR Andrea Giudici tramite un'interrogazione depositata lo scorso 8 maggio. Il Consiglio di Stato aveva concluso che "in assenza di una minaccia diretta per la sicurezza dello Stato da parte di tali organizzazioni, non esistono i presupposti per poter vietare tali azioni".

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