
Dal 14 di settembre, i Paesi limitrofi alla Svizzera non verranno più inseriti nell’elenco degli Stati o regioni ad alto tasso di contagio, ma soltanto le loro regioni in cui si è superato il valore limite. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale. In questo modo si tiene conto sia dell’aumento in parte forte delle infezioni che delle strette interazioni tra le regioni di confine. L’obiettivo - ha spiegato Alain Berset durante la conferenza stampa - “è mantenere le relazioni con i Paesi vicini”.
In vigore dal 14 settembre
La modifica dell’ordinanza adottata oggi dal governo entra in vigore il 14 settembre e modifica le disposizioni del 6 luglio scorso. Grazie a questo cambiamento, le persone che rientrano da una regione a rischio sono obbligate a mettersi in quarantena, ma non se sono state in una zona di confine.
Cantoni favorevoli
I Cantoni si sono espressi prevalentemente in favore di questa procedura. Alcuni temono tuttavia che la nuova disposizione derogatoria per le regioni di confine comporti maggiori oneri e intacchi l’accettazione delle norme sulla quarantena, indica una nota odierna del Dipartimento federale dell’Interno (DFI)
Il virus corre in Francia
Con la decisione diffusa oggi, l’esecutivo reagisce al numero crescente di nuove infezioni in Svizzera e in diversi Paesi limitrofi, in particolare in Francia.
Limite superato anche in Austria
Dallo scorso giugno il numero dei contagi è in costante aumento in Svizzera: alla fine di agosto sono stati registrate 1’844 nuove infezioni la settimana, ossia 18 volte di più rispetto all’inizio di giugno quando i casi di contagio la settimana era stati 98. In Francia, il numero aumenta in misura ancora più marcata e si situa in quasi tutte le regioni ben al di sopra del limite di 60 casi per 100’000 persone nell’arco di due settimane. Questo limite è stato superato anche in alcuni länder dell’Austria, come pure in diversi Cantoni svizzeri.
“Responsabilità individuale essenziale”
Come già indicato, le persone che sono state in una zona di confine non sono obbligate alla quarantena. Nell’applicazione, il Consiglio federale continua a fare affidamento sulla responsabilità individuale della popolazione, invitata ad astenersi per quanto possibile dal recarsi in regioni a rischio o ad andare in quarantena al rientro. Già oggi i frontalieri sono esentati dall’obbligo di quarantena.
Esenzioni quarantena
Sono inoltre esentati dall’obbligo di quarantena gli artisti e gli sportivi al rientro rispettivamente da una manifestazione o competizione all’estero e i partecipanti a congressi internazionali, a condizione che sia stato elaborato e attuato un piano di protezione specifico. Neppure chi per motivi professionali o medici imprescindibili e inderogabili si è recato in una regione a rischio deve mettersi in quarantena, a condizione che il soggiorno non duri più di cinque giorni e che sia stato elaborato e attuato un piano di protezione. Il Consiglio federale ha infine adeguato la base di calcolo della durata della quarantena. I Cantoni possono ora computare il soggiorno in un Paese senza rischio elevato di contagio prima del rientro e ridurre di conseguenza la durata della quarantena in Svizzera.
Parigi e Costa Azzurra
Parigi e la Costa Azzurra sono state inserite nell’elenco delle regioni a rischio. Lo ha comunicato oggi l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). L’UFSP ha aggiunto nove regioni francesi nell’elenco. Da lunedì, i viaggiatori che rientrano in Svizzera da queste zone dovranno osservare un periodo di quarantena di dieci giorni:
- Regione Alta Francia
- Regione Centro-Valle della Loira
- Regione Corsica
- Regione Isola di Francia
- Regione Normandia
- Regione Nuova Aquitania
- Regione Occitania
- Regione Paesi della Loira
- Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra
- Regione d’oltremare: Guyana francese
- Regione d’oltremare: Guadalupa
- Regione d’oltremare: Martinica
- Regione d’oltremare: Mayotte
- Regione d’oltremare: Polinesia Francese
- Regione d’oltremare: La Riunione
- Regione d’oltremare: Saint-Barthélemy
- Regione d’oltremare: Saint-Martin
Inoltre, anche la regione di Vienna è stata inserita nella lista dell’Ufficio federale di sanità pubblica.
Nuovi paesi a rischio
Dal 14 settembre non figureranno più nella lista dell’Ufsp Ecuador, Guatemala, Isole Faroe e Sudafrica. Risultano invece le Isole Canarie, per cui ora figura tutta la Spagna, le Isole Vergini britanniche e la Repubblica ceca.
Test per il coronavirus: la Confederazione riduce le tariffe
Il Consiglio federale ha inoltre deciso di ridurre da 95 a 82 franchi la tariffa per le analisi di biologia molecolare per il SARS-CoV-2 (test PCR) e da 39 a 25 franchi quella per le analisi sierologiche (test per gli anticorpi) e precisato diverse procedure. Berset: “Dobbiamo superare la difficoltà delle tempistiche. Abbiamo bisogno di test che abbiano risultati immediati, stiamo lavorando per averne di più”.
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