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Svizzera
Viedogiochi violenti: denuncia penale contro "Manhunt 2"
Redazione
17 anni fa

I commercianti svizzeri di videogiochi che vendono "Manhunt 2", un cosiddetto "killer game", dovranno verosimilmente risponderne in tribunale. Il deputato cantonale socialista bernese Roland Näf ha infatti presentato una querela penale contro alcuni venditori. La denuncia è all'esame dell'Ufficio dei giudici istruttori di Berna, ha indicato oggi quest'ultimo confermando notizie di stampa. Näf si dice fiducioso sull'apertura di un procedimento penale. A suo avviso, in "Manhunt 2" viene raggiunto un nuovo livello di violenza: "si vedono scene che richiamano la tortura e una violenza brutale", ha dichiarato il deputato all'ATS. Näf precisa di aver limitato la sua denuncia a cinque venditori, tra cui Citydisc e Digitec.ch. Trattandosi di un reato perseguibile d'ufficio l'eventuale procedimento dovrebbe però riguardare tutti i commercianti che hanno "Manhunt 2" sulle loro scansie. Secondo Näf, il videogioco in questione viola l'articolo 135 del codice penale ("Rappresentazione di atti di cruda violenza"): questo prevede una pena pecuniaria o detentiva fino a tre anni a chi "fabbrica, importa, tiene in deposito, mette in circolazione, propaganda, espone, offre, mostra, lascia o rende accessibili registrazioni sonore o visive, immagini o altri oggetti o rappresentazioni che, senza avere alcun valore culturale o scientifico degno di protezione, mostrano con insistenza atti di cruda violenza verso esseri umani o animali". "Manhunt 2" è già vietato in Germania, Irlanda, Australia e Nuova Zelanda. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna è stato autorizzato solo in una versione censurata. In Svizzera non ci sono autorità di vigilanza che valutino la pericolosità di un videogioco prima che questo sia messo in vendita. Alla protezione della gioventù dovrebbero badare i commercianti stessi e gli importatori: raggruppati nella Swiss Interactive Entertainment Association (SIEA) hanno adottato un "codice di condotta" con raccomandazioni di vendita basate sull'età degli acquirenti. Quando "Manhunt 2" è giunto sul mercato nel 2007 l'associazione ha raccomandato di non venderlo. Ciò nonostante, la versione modificata per il mercato statunitense è ottenibile in Svizzera da fine 2008, seppure solo per chi ha compiuto i 18 anni. Il deputato bernese aveva già invocato l'articolo 135 lo scorso anno, quando aveva denunciato il gestore di una filiale di Media Markt per aver venduto un altro videogioco violento, "Stranglehold" ("Mossa di strangolamento"), che ha per protagonista un ispettore di polizia "terminator" alle prese con la mafia russa e cinese a Hong Kong. Il gestore è stato però assolto da un tribunale bernese di prima istanza lo scorso giugno, nel primo processo penale svoltosi in Svizzera per la vendita di un videogioco violento. La giudice unica Christine Schaer ha ritenuto il videogioco non particolarmente crudele né lesivo della dignità umana: si vedono certo spruzzi e pozze di sangue, ma cose simili passano anche alla televisione. Altro sarebbe la rappresentazione della tortura, ha tuttavia puntualizzato la giudice. ATS

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