
Il vescovo Kurt Koch non riconosce la sentenza del Tribunale cantonale di Basilea Campagna che ha consentito ai fedeli di Röschenz (BL) di conservare il proprio parroco, Franz Sabo. Un riconoscimento, scrive Koch in un comunicato, "equivarrebbe a una capitolazione della Chiesa davanti allo Stato". Il vescovo definisce inaccettabile il fatto che il tribunale definisca una "formula vuota" i motivi alla base del ritiro della "missio canonica" a Sabo, ossia i compromessi rapporti di fiducia. Koch, giudicandola infondata, respinge anche la critica, secondo cui non avrebbe concesso al parroco "ribelle" il diritto di essere ascoltato. La sentenza solleva importanti interrogativi di fondo, la cui portata e le cui conseguenze sono imprevedibili. Bisogna quindi evitare che si venga a creare un precedente, che per la chiesa cattolica sarebbe fatale. Il vescovo respinge quindi la sentenza, ma nel contempo rinuncia a portare il caso davanti al Tribunale federale. ATS
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