
Dopo le sue dimissioni dalla carica di capo dell'esercito, a fine luglio, Roland Nef non sta affatto bene e tramite il suo avvocato chiede di essere lasciato in pace. La sua vicenda è però stata nuovamente portata alla ribalta nelle ultime settimane a causa delle critiche rivolte alla procuratrice zurighese Judith Vogel, accusata di aver archiviato troppo in fretta il procedimento contro Nef. Questa accusa è costruita, afferma il legale dell'ex capo dell'esercito in un'intervista pubblicata oggi dalla "Berner Zeitung". La procuratrice ha agito in maniera assolutamente corretta. In realtà il caso è chiuso da tempo. Nef continua a non volersi pronunciare in merito né intende adire alle vie legali in relazione alla pubblicazione di dettagli contenuti negli atti dell'inchiesta. Non ha né i nervi né i soldi per farlo, spiega l'avvocato. Soprattutto a livello di salute Nef sta "male, molto male" dopo la battaglia mediatica che lo ha interessato. Inoltre gli è quasi impossibile trovare un nuovo lavoro. Ciononostante di lui si sentirà ancora parlare: ancora ieri l'UDC ha inoltrato un'interpellanza al Gran Consiglio zurighese in cui chiede una perizia indipendente per determinare se la decisione della Vogel di abbandonare l'inchiesta penale sia stata corretta. Nel 2006 la procuratrice aveva indagato contro Nef per coazione nei confronti dell'ex compagna. I motivi dell'archiviazione non sono a tutt'oggi chiari. L'ex capo dell'esercito si è sempre opposto a una pubblicazione del decreto di archiviazione. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

