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Svizzera
Vicenda Mörgeli-Mengele: commissione contro abolizione immunità
Redazione
18 anni fa

Christoph Mörgeli non dovrebbe subire conseguenze giudiziarie per aver trasmesso alla stampa documenti confidenziali. Con 15 voti contro 8, la commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale propone al plenum di non togliere l'immunità parlamentare al deputato democentrista zurighese. A due riprese, Christoph Mörgeli ha rivelato ai media il contenuto delle discussioni tenutesi in seno alla commissione della scienza, il primo febbraio scorso. Dapprima, consegnando note scritte di proprio pugno, ascoltanto la registrazione della seduta; quindi, distribuendo un CD contenente la suddetta registrazione. In questo modo intendeva attaccare il consigliere federale Pascal Couchepin per il lapsus sui nomi Mörgeli e Mengele. A causa della denuncia di un privato, il Ministero pubblico della Confederazione ha aperto un'inchiesta penale contro il deputato zurighese per violazione del segreto d'ufficio e ha chiesto a fine giugno al parlamento di togliergli l'immunità. Ciò che tuttavia la maggioranza della commissione degli affari giuridici propone di rifiutare. Questa maggioranza è composita. Taluni, per principio, sono contrari all'abolizione dell'immunità parlamentare. Altri citano le "circostanze particolari" di questo caso e il fatto che numerose persone si sono a loro volta espresse pubblicamente su questa vicenda. Del resto, il parlamento si è rifiutato di biasimarli. Infine, altri considerano che le indiscrezioni di Mörgeli siano meno gravi di quelle del suo presidente di partito Toni Brunner (SG), che rischia pure lui di perdere l'immunità per aver consegnato ai servizi dell'allora consigliere federale Christoph Blocher un rapporto confidenziale della commissione della gestione, nell'ambito della vicenda Blocher-Roschacher. Nel caso del consigliere nazionale zurighese Mörgeli, non si tratta né di documenti di lavoro, né di una commissione di sorveglianza. Dal canto suo, la minoranza insiste sull'importanza di far rispettare le regole di confidenzialità delle deliberazioni in seno alle commissioni. A suo modo di vedere, non spetta al singolo deputato decidere ciò che merita d'essere tenuto segreto e quanto invece può essere reso pubblico. ATS

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