
La Svizzera, come si era detta disposta a fare, ha abolito già ieri la "lista nera che comprendeva tra 150 e 180 nomi di cittadini libici cui era stato vietato l'ingresso o il transito nella Confederazione. Una risposta alla richiesta dell'UE, rimasta in qualche modo penalizzata dal contenzioso tra Berna e Tripoli. La notizia è giunta da Bruxelles, a margine del vertice UE, ma a Berna il Dipartimento federale degli affari esteri non ha voluto fare alcun commento. Domani il ministro degli esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos, il cui paese detiene la presidenza di turno dell'Ue, si recherà proprio a Tripoli per cercare di arrivare a una soluzione almeno sulla questione dei visti. Lo ha affermato il premier spagnolo José Luis Zapatero al termine del Consiglio europeo tenutosi a Bruxelles. "Pensiamo di essere piuttosto vicini al raggiungimento dell'obiettivo, speriamo che la situazione si possa risolvere nei prossimi giorni se non nelle prossime ore", ha dichiarato Zapatero. "Il mio ministro degli esteri (Moratinos) continuerà a lavorare per risolvere il contenzioso e domani si recherà in Libia", ha annunciato il premier spagnolo. "Mi rallegro delle misure adottate dalla Svizzera e speriamo che le autorità libiche facciano altrettanto e tolgano il divieto di ingresso ai cittadini europei", ha sottolineato Zapatero. Intanto la presidente della Confederazione Doris Leuthard, da Vienna dove si trova in visita, ha ribadito che Berna si attende una rapida soluzione della crisi con la Libia e soprattutto la liberazione di Göldi, che sta scontando una condanna a quattro mesi di carcere per violazione della legge sull'immigrazione. La Leuthard non ha nascosto la sua contrarietà per la pressione esercitata da alcuni Paesi europei nella vicenda dei visti. ATS
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