
Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) non ha commesso errori sottoponendo alla commissione della gestione del Nazionale i documenti sequestrati a Oskar Holenweger. Lo indica la stessa commissione in un comunicato odierno, precisando la sua posizione in una lettera al presidente della prima corte dei reclami del Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona. La commissione ritiene che l'MPC "abbia agito in perfetta legalità" quando l'ha informata sui documenti di Oskar Holenweger. Quest'ultimi sono stati il filo conduttore di tutta la vicenda scaturita dalla partenza dell'ex procuratore della Confederazione Valentin Roschacher. La commissione si schiera a favore dell'obbligo d'informazione che spetta alle unità amministrative poste sotto la sua sorveglianza. Questo controllo sarebbe più difficile, per non dire impossibile, se le unità amministrative sorvegliate non fossero tenute a fornire informazioni che sono importanti ai fini dell'esercizio dell'alta sorveglianza, afferma la commissione nella lettera. La commissione ha inoltre messo in guardia il Tribunale penale federale: "Nel caso in cui prevediate di intentare un'azione contro le persone interessate in seno al MPC, ci permettiamo di attirare la vostra attenzione sulle disposizioni dell'articolo 156, al. 3 della legge sul parlamento". Questo testo stipula che è vietato imporre qualsiasi pregiudizio a una persona al servizio della Confederazione a causa di una deposizione davanti a una commissione. L'MPC è sottoposto alla duplice sorveglianza del TPF e del Consiglio federale. Alla fine di settembre, il ministro di giustizia Christoph Blocher si era rivolto ai giudici di Bellinzona per chiedere loro di verificare se l'MPC è rimasto nelle proprie competenze sottoponendo alla commissione della gestione i documenti in possesso del banchiere Oskar Holenweger. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

