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Svizzera
Viaggiatori svizzeri discriminati rispetto ai frontalieri?
foto crinari
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Redazione
5 anni fa
Lo sostiene il consigliere nazionale Lorenzo Quadri, il quale ha consegnato un’interpellanza al Consiglio federale

Il Consigliere nazionale Lorenzo Quadri ha consegnato un’interpellanza al Consiglio federale, in merito alle misure appena intraprese per arginare la nuova ondata pandemica. Stando al testo di Quadri, tali misure discriminano i cittadini svizzeri rispetto ai frontalieri, in particolar modo per quanto riguarda i requisiti posti per entrare in territorio elvetico.

«Dal 6 dicembre i cittadini elvetici che volessero recarsi in un Paese UE a noi confinante, ma fuori da quelle che sono definite regioni di confine, per poter tornare in patria dovranno presentare un test PCR negativo, compilare un modulo d’entrata e poi sottoporsi ad un secondo test tra i 4 ed i 7 giorni dopo il rientro, comunicando tutti i risultati al Cantone. Anche i vaccinati ed i guariti dovranno sottoporsi ai test, pagandoseli di tasca propria», scrive Quadri.

Così non sarà però per i frontalieri, «poiché residenti nella fascia di confine, continueranno ad entrare in Svizzera liberamente. Senza alcun controllo e senza bisogno di presentare tamponi negativi. Anche se prima di arrivare in Svizzera avessero trascorso un mese in Sudafrica».

Secondo Quadri dunque, i cittadini elvetici vengono «discriminati, dal loro governo, rispetto ai frontalieri». Ecco dunque le domande poste al CF dal consigliere nazionale leghista:

- E’ intenzione del CF far cessare immediatamente la discriminazione dei cittadini svizzeri che rientrano al loro paese rispetto ai frontalieri? Oppure il CF insiste nel privilegiare i frontalieri?

- Come intende il CF verificare che chi entra in Svizzera in automobile o in treno asserendo di arrivare da una regione di confine (quindi senza obbligo di tamponi) venga effettivamente dalla località dichiarata? Il viaggiatore potrebbe infatti essere stato, ad esempio, a Roma, e sostenere di provenire invece da Milano per eludere tamponi e formulari.

- Perché chi si è vaccinato, e dunque ha fatto il proprio dovere nel combattere la pandemia, deve pagare i due test di rientro di tasca propria, al pari di chi ha invece rifiutato il vaccino? Non ritiene il CF che in questo modo si frustrino ulteriormente i vaccinati, danneggiando una campagna vaccinale già claudicante?

- Se la Svizzera non avesse iniziato in ritardo la somministrazione delle terze dosi, le restrizioni ai danni dei viaggiatori elvetici ed altre limitazioni presenti e future si sarebbero potute evitare?

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