
Troppo punitivo nei confronti degli automobilisti che guidano in modo corretto, criticabile a livello di finanziamento, troppo portato a mettere sotto tutela i conducenti: non sono poche le critiche avanzate in procedura di consultazione nei confronti di "Via Sicura", il programma di 60 misure proposto dal governo per ridurre i morti e i feriti sulle strade svizzere. UDC e PPD rimandano addirittura l'intero progetto al mittente. Nelle risposte giunte fino ad oggi gli ambienti interessati si mostrano tutti d'accordo sulla necessità di migliorare la sicurezza del traffico, ma molti ritengono che con le sue linee d'azione il dipartimento di Moritz Leuenberger stia esagerando: non è assolutamente il caso di punire la stragrande maggioranza degli automobilisti per il comportamento sconsiderato di una minoranza, afferma Stradasvizzera, l'organizzazione che riunisce 30 associazioni di categoria, fra cui TCS, ACS, Astag e Unione professionale svizzera dell'automobile (UPSA). La stessa federazione è per contro favorevole però a sanzioni pesanti nei confronti dei veri pirati della strada: nei casi chiari ad esempio i conducenti che provocano incidenti vanno perseguiti per omicidio volontario con dolo eventuale, e non solo per omicidio colposo. Parere negativo per contro alla proposta di distruggere i veicoli dei guidatori senza scrupolosi. Stradasvizzera invita inoltre a utilizzare i proventi delle tasse sui carburanti al risanamento di tratti di strada pericolosi: un contributo effettivo per la sicurezza. È infine d'accordo con la proposta di finanziare il programma "Via Sicura" con il 50% degli introiti generati dalle multe. Proprio quest'ultimo punto non piace invece per nulla alla Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, che vedono nell'idea una violazione dell'autonomia finanziaria dei cantoni e dei comuni. Favorevoli a "Via Sicura" sono l'Ufficio svizzero per la prevenzioni degli infortuni e l'Associazione traffico e ambiente (ATA): quest'ultima organizzazione deplora però il fatto che il dipartimento di Leuenberger abbia abbandonato l'obiettivo iniziale "visione zero" (nessuno morto). Contenta anche la Federazione svizzera dei maestri conducenti, che vede di buon occhio, fra l'altro, i corsi di aggiornamento obbligatori ogni dieci anni e l'abbassamento del limite dell'alcol a 0,1 per mille per i conducenti che hanno una particolare responsabilità. Per quanto riguarda i partiti, il PLR non si è ancora espresso. Il PS sostiene il programma, ma sottolinea che sul lungo periodo deve essere mantenuto l'obiettivo "visione zero". Il PPD respinge invece il progetto ritenendolo troppo teso a mettere sotto tutela il cittadino: il partito critica inoltre il fatto che la proposta dia stata inviata in procedura di consultazione sotto forma di domande. Ancora più dura è l'UDC, che parla apertamente di farsa, di quesiti suggestivi e tendenziosi, nonché di misure che incidono pesantemente sulla libertà personale negando la responsabilità del singolo e criminalizzando anche chi guida in modo corretto. ATS
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