
A poco più di due settimane dalla polemica sorta sulla rievocazione della Campagna di Gallipoli organizzata dalla scuola turca di San Gallo che aveva rilanciato le accuse di “propaganda turca su suolo svizzero sotto l’egida del premier Recep Tayyip Erdogan“ (vedi articoli suggeriti, ecco che da Oltralpe arriva un nuovo capitolo destinato a far nuovamente divampare la polemica.
Come rivelato dal Sonntags Blick, infatti, Sciaffusa avrà preso la sua moschea. Le autorità cittadine, infatti, hanno rilasciato il permesso di costruzione dopo aver chiesto e ottenuto delle migliorie al progetto. E fin qui tutto bene, se non fosse che - chiosa il domenicale – la costruzione da 1,5 milioni di franchi è indirettamente collegata al Consiglio turco per gli affari religiosi (Diyanet). L’immobile, infatti, appartiene alla Fondazione turca-islamica (Türkisch-Islamischen Stiftung für die Schweiz, TISS), una sorta di succursale di Diyanet. Stando al SonntagsBlick, inoltre, gli imam che predicheranno presso la mosche verranno inviati (e stipendiati) da Ankara. Lo stabile sarà lungo 30 metri, largo 16 e alto 12
Alle nostre latitudini il tema dele finanziamento delle moschee da parte di Ankara era stato afrontato due anni fa dal deputato leghista Boris Bignasca in un'interrogazione parlamentare (vedi suggerito)
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