
Il via libera dato dalle due Camere federali ad autorizzare tutte le TV e radio svizzere, compresa la SSR, a trasmettere pubblicità per birra e vino delude gli ambienti impegnati nella prevenzione all'alcolismo. "Ciò va contro la politica di salute pubblica e prevenzione", ritiene Corine Kibora, dell'ISPA. L'ISPA resterà vigile quando si tratterà di definire le modalità di applicazione delle nuove regole, ha sottolineato la portavoce dell'Istituto svizzero di prevenzione dell'alcolismo e altre tossicomanie. "Speriamo almeno di ottenere restrizioni sulle fasce orarie durante le quali la pubblicità sarà autorizzata", ha aggiunto Kibora. Tutt'altra musica da parte della SSR che accoglie il passo effettuato verso l'entrata in vigore dell'accordo MEDIA, "che rafforzerà la creazione audiovisiva elvetica", secondo il portavoce Max Gurtner. Questi ha aggiunto che, con il cambiamento della legge radio-TV deciso oggi, le emittenti svizzere non saranno discriminate rispetto a reti straniere. Anche Telesuisse, l'associazione delle televisioni e radio private ha espresso soddisfazione riguardo alla decisione di oggi. Adattare la legge elvetica alle pratiche straniere è "logico", ha indicato il consigliere agli Stati Filippo Lombardi (PPD/TI). Secondo il presidente di Telesuisse, visto che "circa l'80% dei programmi tv seguiti dai giovani sono esteri", era quindi "illusorio" attenersi a una politica di prevenzione e di protezione della gioventù. ATS
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