
Alle persone con doppia cittadinanza condannate per reati molto gravi o legati al terrorismo va tolta la cittadinanza svizzera e devono essere espulsi.
È quanto chiede una mozione di Werner Salzmann (UDC/BE) approvata oggi dal Consiglio degli Stati per 25 voti a 17. Tale prassi andrebbe applicata ai potenziali terrorismi. Il dossier va al Nazionale.
Secondo il «senatore» bernese, la Svizzera è sempre più spesso confrontata con atti violenti di matrice islamista. Salzmann ha ricordato l'aggressione avvenuta a Winterthur (ZH) lo scorso 28 maggio, durante la quale un uomo di 31 anni, in possesso della doppia cittadinanza svizzera e turca, ha ferito tre persone.
Sebbene la revoca della cittadinanza sia già possibile, secondo Salzmann ciò accade raramente e non è nemmeno obbligatorio, anche in caso di reati molto gravi o di atti di terrorismo.
In seguito, la Camera dei Cantoni ha approvato, con 26 voti a 16, una mozione di Marco Chiesa (UDC/TI) che chiede di respingere, in seno al Comitato misto sulla libera circolazione delle persone, la modifica da parte dell'UE delle norme che regolano l'indennità per i lavoratori frontalieri UE/AELS disoccupati.
Secondo il Ticinese, un simile cambiamento di paradigma che trasferisce l'obbligo di versare i contributi ai disoccupati stranieri allo Stato del loro ultimo luogo di lavoro (e non più di residenza), avrà conseguenze finanziarie non indifferenti e un carico amministrativo importante per gli uffici di collocamento che dovranno anche aiutare queste persone nella ricerca di un nuovo impiego.
Per Mauro Poggia (MCG-UDC/GE), quest'ultima eventualità è «impensabile», tenuto conto della forte concorrenza che i frontalieri esercitano già ora sul mercato del lavoro del suo cantone nei confronti dei residenti. L'oggetto va al Nazionale, Camera che ha già approvato una mozione simile.
I «senatori», nell'ambito di una sessione straordinaria sull'asilo, hanno respinto altre due mozioni presentate dall’UDC. Un testo mirava a inasprire le condizioni di espulsione degli stranieri condannati a una pena detentiva di un anno o più, effettiva o con la condizionale. Un altro atto parlamentare chiedeva un diritto di veto per i comuni il cui territorio viene utilizzato per l'allestimento di centri federali per richiedenti asilo.
Un ultimo testo, anch'esso presentato dai democentristi dovrà essere esaminato in commissione. Si tratta di rivedere la prassi della Segreteria di Stato per la migrazione riguardo alle donne e alle ragazze provenienti dall'Afghanistan, che dal luglio 2023 possono ottenere lo status di rifugiate anziché l'ammissione provvisoria. La Confederazione aveva apportato questa modifica alla luce del deterioramento delle condizioni di vita delle donne dopo la presa del potere da parte dei talebani nel 2021.

