
La Svizzera deve rinunciare a ogni intervento militare per proteggere la flotta svizzera dai pirati somali. Con 12 voti a 6, la commissione di politica estera del Nazionale ha chiesto al Consiglio federale di non inviare soldati nel Golfo di Aden.In linea di principio, il governo dovrebbe decidere in merito domani. Per la maggioranza della commissione, la "Svizzera non potrebbe difendere l'idea di un intervento, in particolare perché non possiede di truppe specializzate capaci di intervenire in situazioni del genere".L'idea di una partecipazione all'operazione navale europea "Atalante" non piace alla commissione anche perché manca un diritto di co-decisione sulla condotta degli interventi. Per la maggioranza, per proteggere le proprie navi la Svizzera dovrebbe piuttosto riflettere su una strategia a lungo termine, facendo capo in particolare ai suoi appoggi diplomatici e agli strumenti di politica di sviluppo.Una minoranza è invece favorevole a un intervento elvetico. Per quest'ultima, l'unità speciale AAD10 dell'esercito è stata istituita appositamente per casi del genere. La settimana scorsa, il capo dell'esercito a interim André Blattmann si è in ogni caso detto pronto a inviare al largo della Somalia fino a 30 militi professionisti. All'invio di soldati la Svizzera dispone di un'alternativa: un contributo finanziario, ha dichiarato l'ambasciatore dell'UE in Svizzera Michael Reiterer sulle onde della radio DRS. L'importo del contributo dovrebbe essere negoziato.ATS
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