
Il contenzioso fiscale con gli Stati Uniti si arricchisce oggi di un aspetto inedito. L'accordo messo a punto tra Berna e Washington per evitare alle banche elvetiche una procedura penale negli Usa non riguarda quegli istituti - 14 - sui quali è già aperta un'indagine. È quanto è trapelato da un incontro segreto tra una delegazione del Consiglio federale e i capigruppo - o loro rappresentanti - alle Camere federali, ha dichiarato oggi ai media Antonio Hodgers (Verdi/GE). Il Dipartimento federale delle finanze ha confermato questa informazione all'ats per bocca del suo portavoce Roland Meier. "Le 14 banche contro cui è in corso una procedura non rientrano nel programma negoziato tra Berna e Washington", ha dichiarato Meier. Tuttavia questi istituti possono cercare un'intesa con gli Stati Uniti simile a quella offerta da Washington alle altre banche elvetiche sospettate di custodire averi non dichiarati di cittadini americani. Nessuna nuova invece circa i dettagli dell'accordo con gli Stati Uniti, tenuti volutamente segreti fino al sì del parlamento. "Dall'incontro odierno non è emerso nulla di nuovo", ha detto il capogruppo del PS Andy Tschümperlin. Né l'ammontare delle multe né le scadenze sono state oggetto di discussione, ha detto. La delegazione governativa ha tuttavia affermato che le minacce degli Usa di avviare altre procedure contro banche elvetiche vanno prese sul serio. Stando al Consiglio federale, le Camere dovrebbero approvare la legge che permette alle banche di cooperare con le autorità fiscali americane senza violare il diritto elvetico già durante questa sessione. Stando ai due uffici presidenziali, gli Stati dovrebbero trattare il dossier il 12 di giugno e il Nazionale il 18 di giugno, come indicato dai presidenti dei due rami del parlamento, il "senatore" Filippo Lombardi (PPD/TI) e la Consigliera nazionale Maya Graf (PS/BL). L'Ufficio del Nazionale ha deciso, per 9 voti a 4, di trattare il dossier durante questa sessione. L'UDC presenterà in ogni caso mercoledì una mozione d'ordine con cui chiederà di rinviare l'oggetto, ha detto Maya Graf. I gruppi parlamentari potranno farsi un'opinione al riguardo durante le tradizionali riunioni del martedì pomeriggio. Se il Nazionale dovesse accettare la mozione, il dossier non potrebbe essere esaminato contemporaneamente dalle Camere. In questo caso, l'offerta degli Usa limitata nel tempo decadrebbe. La ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf ha giustificato la procedura urgente proprio con la necessità di evitare altre cause. L'intesa negoziata con Washington dall'Esecutivo ha suscitato parecchi interrogativi - soprattutto da parte di UDC, PS e PLR - anche perché i contenuti esatti dell'accordo verrebbero svelati solo dopo il sì delle Camere federali. ATS
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