
Durante questo inverno in Svizzera mancheranno tra 700 e 1000 farmaci, in particolare quelli economici. È l'allarme lanciato da Pharmasuisse, spiegando che annualmente in questo periodo le farmacie svizzere si trovano confrontate con questo importante problema. La presidente dell'associazione dei farmacisti Martine Ruggli, in un'intervista rilasciata alla SRF e ripresa dal Blick, aveva infatti messo in guardia da questa grave carenza di medicinali. Una situazione, sottolineava Ruggli, peggiorata negli ultimi anni anche a causa del Covid-19 e della guerra in Ucraina. A questo si aggiunge poi il fatto che nel periodo invernale le persone tendono ad ammalarsi contemporaneamente.
Antibiotici e generici maggiormente colpiti
Ad essere particolarmente interessati dalla carenza sono gli antibiotici, con conseguenti ripercussioni sulla popolazione, e i medicinali a buon mercato. Ruggli ha infatti spiegato che le catene di approvvigionamento "sono più instabili e i medicinali scarseggiano a lungo termine. Prima avevamo brevi carenze, oggi mancano dai sei mesi ai due anni". L'anno scorso un terzo dei medicamenti che costavano meno di 20 franchi era esaurito. Fra i motivi il fatto che l’industria farmaceutica ha trasferito la produzione in Cina e in India, provocando carenze più frequenti. Tutta un'altra storia per i medicamenti che costano più di 2'800 franchi, colpiti solo per l'1%.
Proposta un'iniziativa
Giovedì 3 ottobre, un comitato cittadino compost da medici, farmacisti e droghieri aveva presentato alla Cancelleria federale 131'542 firme per l'iniziativa popolare “Sì alla sicurezza delle forniture mediche”. Il testo richiede l'adozione di misure contro la carenza di medicinali e attrezzature mediche importanti. Secondo il comitato, la popolazione svizzera ha diritto alla migliore assistenza medica possibile, motivo per cui è urgente agire, "perché è in pericolo la salute della popolazione". I promotori ricordavano inoltre che durante la pandemia di Covid-19 le attrezzature essenziali per i laboratori medici talvolta non erano disponibili e criticano quindi anche la “massiccia e continua pressione internazionale” sui prezzi dei medicinali e di altri prodotti medici.

