
Ad oggi la Confederazione ha concesso protezione a 63mila persone fuggite dalla guerra in Ucraina. Il numero di persone che nei prossimi mesi chiederà lo statuto di protezione S in Svizzera dipenderà solo dall’ulteriore sviluppo della situazione in Ucraina. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) prevede che altre migliaia di profughi presenteranno domanda per lo statuto entro la fine dell’anno. Lo rende noto la SEM stessa, spiegando che oltre alle conseguenze del persistere della crisi ucraina, le autorità in materia d’asilo devono confrontarsi con un costante aumento del numero di nuove domande. Confederazione, Cantoni, Città e Comuni collaborano in stretto contatto, specialmente per predisporre un numero sufficiente di alloggi al fine di garantire anche in futuro un rapido compimento delle procedure d’asilo conformemente ai processi previsti.
Necessari altri alloggi
L’aumentare del numero di richieste si traduce nella necessità di ulteriori alloggi messi a disposizione da Confederazione, Cantoni e Comuni, la cui stretta collaborazione è stata il fattore chiave che ha consentito di venire a capo delle sfide legate a questa crisi. Il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha tuttavia sottolineato che occorreranno ulteriori sforzi per far fronte alla difficile situazione che nei prossimi mesi caratterizzerà il settore dell’asilo. Parallelamente al continuo afflusso di persone in fuga dall’Ucraina in cerca di protezione, anche il numero di persone che vengono in Svizzera da altri Paesi per depositare una domanda d’asilo è in continuo aumento. Facendo un paragone con gli anni passati, al momento si osserva un maggior afflusso di migranti in direzione dell’Europa occidentale, in particolare lungo la “rotta balcanica”. Tuttavia, il numero di posti attualmente disponibili negli alloggi non basterà, nel medio termine, per accogliere tutti i richiedenti di protezione la cui domanda d’asilo è trattata nel quadro di una procedura celere. La SEM necessita quindi di ulteriori alloggi e ha l’intenzione di sistemare i richiedenti d’asilo in via provvisoria anche in locali inizialmente previsti per l’accoglienza di profughi provenienti dall’Ucraina: sale polivalenti dell’esercito, strutture della protezione civile e altre strutture, in parte anche cantonali.
Contrastare la migrazione secondaria
La consigliera federale Karin Keller-Sutter ha inoltre informato lo Stato maggiore speciale Asilo (SONAS) che la Svizzera è attiva anche a livello internazionale. Al momento sono al vaglio misure bilaterali con l’Austria per contrastare la migrazione secondaria, ovvero la migrazione successiva da Stati sicuri. La Confederazione partecipa anche a un intervento comune di alcuni Stati europei che condividono le stesse idee sulla questione, presso la Commissione europea con l’obiettivo di indurla ad affrontare il problema della migrazione secondaria irregolare in Europa con misure efficaci.
Statuto S
Karin Keller-Sutter ha inoltre informato il SONAS che, prima dello scadere di un anno dall'attivazione dello statuto di protezione S, il Consiglio federale deciderà se continuare a concedere questo statuto alle persone che entrano in Svizzera in provenienza dall'Ucraina. Tuttavia, fintanto che la situazione in Ucraina non migliorerà in maniera sostanziale, il Consiglio federale non potrà sospendere lo statuto di protezione S. Un gruppo di lavoro in cui sono rappresentati Confederazione, Cantoni, città e Comuni sta comunque già elaborando possibili piani di attuazione affinché la Svizzera sia preparata per il momento in cui il ritorno in Ucraina sarà possibile.

