
Domani il Consiglio federale si pronuncerà su possibili nuovi allentamenti in vista del 22 marzo, quando inizierà una nuova fase. Le proposte verranno sottoposte in consultazione ai Cantoni prima di prendere decisioni definitive. La situazione è attualmente delicata: il numero di casi positivi è in aumento e la mutazione britannica del virus si sta diffondendo ulteriormente. Allo stesso tempo il numero di pazienti in terapia intensiva è in continua diminuzione. Secondo quanto riferisce il Blick, di fronte a questa situazione il Governo sarebbe intenzionato a procedere “a piccoli e modesti passi”.
I ristoranti devono ancora attendere
Per una completa riapertura dei ristoranti sarebbe ancora troppo presto. Ma per dare una prospettiva al settore gastronomico Berset starebbe vagliando di proporre l’apertura delle terrazze. Non è ancora chiara la data: il 22 marzo sarebbe un’opzione, ma dipende ancora dalla situazione epidemiologica.
Via il limite di 5 persone all’interno, resta l’obbligo del telelavoro
Allo stesso tempo la regola delle 5 persone per assembramenti all’interno dovrebbe essere abbandonata. Si passerebbe a un massimo di 10 persone. Berset non avrebbe invece intenzione di cedere sul telelavoro: visto che l’aumento della mobilità è considerato un fattore critico, l’obbligo di lavorare da casa per quelle aziende in cui questo è possibile senza un “onere sproporzionato” dovrebbe rimanere. Non ci dovrebbero essere nemmeno novità per quanto riguarda le manifestazioni culturali e sportive in presenza di pubblico. Poiché la situazione epidemiologica è troppo incerta, non dovrebbe esserci alcun allentamento per ora.
La strategia dei test a tappeto
Venerdì il Consiglio federale dovrà inoltre confermare la sua strategia dei test a tappeto, con la Confederazione che intende assumersi i costi, per oltre un miliardo di franchi, a partire dal 15 marzo. In linea di principio la maggioranza dei Cantoni ha già sostenuto la nuova strategia, ma ha sollevato alcuni punti critici relativi al calendario, ritenuto non realistico, e le capacità di laboratorio, che potrebbero non essere sufficienti.
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