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Svizzera
Verdi: obiettivo "Svizzera bio", parole d'ordine votazioni
Redazione
17 anni fa

Gli ecologisti elvetici vogliono trasformare la Svizzera in un "Paese bio", dando una svolta decisamente verde alla sua agricoltura. Un documento per una "politica agricola ecologista" è stato al centro dei lavori dell'assemblea dei delegati dei Verdi tenutasi oggi a San Gallo, in cui sono state decise anche le raccomandazioni di voto per il 29 novembre e si è riparlato della recentissima elezione in Consiglio federale. I delegati hanno incaricato i vertici del partito di elaborare un piano di "Green New Deal" per uno sviluppo economico sostenibile. Si è anche deciso di lanciare una iniziativa popolare su questo tema. Secondo la presidente del gruppo parlamentare Maya Graf (BL), l'agricoltura deve rimanere multifunzionale e continuare ad alimentare la popolazione conservando nel contempo la vita e il paesaggio. Dopo parecchie ore di discussione, i delegati hanno approvato un documento in 13 punti. I Verdi propugnano la promozione della biodiversità e un uso parsimonioso delle risorse. Sostengono inoltre l'agricoltura locale rispettosa dell'ambiente e retribuita in modo equo. La superficie per l'agricoltura biologica dovrebbe essere notevolmente aumentata. Al posto dell'"ingrasso industriale" si preconizza un allevamento che rispetti gli animali. Lo Stato deve promuovere maggiormente le prestazioni ecologiche dei contadini, tramite pagamenti diretti. La tecnologia genetica va bandita da prati e campi. Il commercio internazionale degli alimenti deve essere regolamentato e comprendere quale criterio anche la protezione dell'ambiente. Sulla politica agricola sono state approvate anche tre risoluzioni. Una respinge l'accordo di libero scambio con l'Unione europea, quale è oggi previsto. Un'altra esige che con i pagamenti diretti siano promossi in modo ancora più mirato gli obiettivi della sostenibilità. La terza rivendica una "etichetta energetica" sugli alimenti, che chiarisca ai consumatori il danno arrecato al clima dalla loro produzione. Tornando alla battaglia per la sostituzione in Consiglio federale di Pascal Couchepin, il presidente dei Verdi Ueli Leuenberger ha parlato di un "ballo della concordanza" che i partiti hanno ballato con ritmi diversi. Per poi ribadire che i Verdi continuano a rivendicare un seggio in governo. Ancora non è deciso se lanceranno di nuovo un loro candidato nell'arena parlamentare alle prossime elezioni in Consiglio federale: per gli ecologisti non si tratta di perseguire una rivendicazione di potere, ma, anche in questo ambito, uno "sviluppo sostenibile". A lungo termine, ha concluso Leuenberger, l'obiettivo è che nel Consiglio federale siedano due socialisti e un verde. L'assemblea ha anche deciso le parole d'ordine in vista delle votazioni federali del 29 novembre: i delegati si sono dichiarati per il divieto di esportare materiale bellico, contro l'iniziativa anti minareti e contro il finanziamento speciale per compiti connessi al traffico aereo. L'iniziativa "Per il divieto di esportare materiale bellico" ha ottenuto l'unanimità dei consensi. L'anno scorso la Svizzera ha esportato armi per 722 milioni di franchi in 72 paesi, è un record, ha deplorato la consigliera nazionale zurighese Marlies Bänziger. "La Svizzera - ha aggiunto - non deve più essere complice di guerre globali e uccisioni". Con la stessa unanimità (ma con un'astensione), i delegati hanno raccomandato il no all'iniziativa "Contro l'edificazione di minareti". "Ci opponiamo a questa iniziativa perché porta acqua al mulino del razzismo", ha affermato Basil Oberholzer dei Giovani Verdi del canton San Gallo. Il testo - ha aggiunto - è in contraddizione con lo stato di diritto e la garanzia che ciascuno possa praticare la propria religione senza restrizioni. Terzo oggetto sottoposto al popolo a fine novembre: il decreto federale concernente "la creazione di un sistema di finanziamento speciale per compiti connessi al traffico aereo". Tutti i delegati meno un astenuto hanno votato no. Questo finanziamento speciale non è altro che un nuovo sussidio al traffico aereo,

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