
I Verdi vogliono essere della partita per la corsa al Consiglio federale. Il nome su cui hanno puntato è quello di Gerhard Andrey, consigliere nazionale friburghese. Come leggere la candidatura degli ecologisti? Ha senso dopo il risultato elettorale dello scorso 22 ottobre? Ticinonews ne ha parlato con Nicola Schoenenberger, ex co-coordinatore de I Verdi del Ticino, capogruppo in Gran Consiglio e consigliere comunale a Lugano.
"La candidatura de I Verdi credo che vada letta in una prospettiva più lunga. Negli anni il Partito è cresciuto parecchio e ora si trova ad una quota che permette di avere l'ambizione di entrare in Governo. In questo senso il risultato ottenuto all'ultima elezione federale è letto dagli ecologisti come il secondo miglior risultate di sempre. Inoltre, se si guarda il lato puramente aritmetico, è vero che ci si ritrova sempre confrontati con la solita formula magica dell'esecutivo, una soluzione di comodo per mantenere i poteri come sono. In questo modo ci si trova di fronte a un'esclusione di molte voci rappresentanti di una parte importante della Svizzera, in particolare rispetto alle sfide che la nostra generazione, così come quelle future, si trovano a dover affrontare. Mi riferisco alla crisi climatica, ma anche al tema della biodiversità. I Verdi, su questi argomenti, hanno una carta importante da giocare e possono dare il proprio contributo. Per questo non vedo l'ambizione di entrare in Consiglio federale come una mancanza di legittimità, anzi, la leggo come un segnale per dire: 'siamo qui, dibattiamo sulla rappresentanza del popolo svizzero in governo e continueremo a farlo finché non ci faremo parte'".
"Una figura all'altezza di quel ruolo"
Negli scorsi giorni Partito Liberale Radicale e Centro hanno affermato di non voler ascoltare il candidato ecologista. "Capisco che ognuno difenda il proprio fazzoletto a denti stretti. Questo lo fanno anche i liberali radicali, anche se aritmeticamente diventa difficile da giustificare. Analisti e stampa danno poche possibilità a Gerhard Andrey, ma il dibattito si terrà attorno a un profilo politico estremamente credibile e maturo per assolvere dei compiti esecutivi. Nella sua carriera Andrey non ha fatto altro che dimostrare di essere all'altezza di questo ruolo, ha un'azienda di successo che applica dei principi di equità e ambientali. Qualità esemplari che tutti dicono che la Svizzera deve raggiungere. Si dice inoltre che in Parlamento sia stato capace di collaborare con tutte le forze politiche, che sia una persone credibile e capace di generare maggioranze. Sarà interessante vedere i dibattiti in Consiglio federale, ma anche fuori, per giustificare il fatto che una figura come la sua non abbia diritto ad un seggio in Consiglio federale".

