
Sono quasi un terzo i volti nuovi in Consiglio nazionale dopo le elezioni di ieri. Secondo un conteggio effettuato da Keystone-ATS, alla Camera del popolo cambieranno 60 nomi su 200, ovvero dodici più che nel 2015.
Non si tratta di un record storico, che invece è detenuto ancora dalle federali del 1999. In quell'occasione, quando l'UDC passò dal 14,9% al 22,5%, il numero di nuovi deputati era stato di 77.
A portare freschezza sotto la Cupola sono 33 donne e 27 uomini, con un'età media di 46 anni, inferiore rispetto ai 49,9 del 2015. Il più giovane è il PLR zurighese Andri Silberschmidt con i suoi 25 anni, mentre la veterana è la 65enne ginevrina Jocelyne Haller, esponente dello schieramento della sinistra radicale Ensemble à Gauche.
Senza sorpresa, tenendo conto del tripudio ecologista decretato dalle urne, i Verdi sono il partito con più matricole, ben 17. Seguono i Verdi liberali a quota 10 e il PS a 9. Giù dal podio il PLR (8) e l'accoppiata UDC-PPD, appaiata a 6.
Per quanto riguarda l'appartenenza cantonale, le maggiori novità al Nazionale arrivano da Zurigo (9), Ginevra (7), Argovia e Berna (6 per entrambi). Come noto, gli esordienti ticinesi, in attesa di chiarire dopo il ballottaggio per gli Stati la posizione dell'UDC Marco Chiesa, saranno almeno due: la verde Greta Gysin e il liberale-radicale Alex Farinelli. Immutate invece le delegazioni - comunque poco folte - di sette cantoni: Appenzello Esterno, Basilea Campagna, Giura, Glarona, Nidvaldo, Sciaffusa e Svitto.
Capitolo Stati, aspettando il secondo turno sono già sicuri di debuttare a Berna in diversi. Si tratta degli ecologisti Céline Vara (NE) e Mathias Zopfi (GL), degli esponenti PPD Charles Juillard (JU) e Heidi Z'graggen (UR), delle socialiste Elisabeth Baume-Schneider (JU) e Eva Herzog (BS) e dell'UDC Jakob Stark (TG).
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