
Rendite di vecchiaia e di invalidità più "pesanti" dal gennaio prossimo. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale che ha adeguato anche gli importi per le prestazioni complementari all'evoluzione di prezzi e salari (indice misto). L'aumento sarà dell'1,75%.La rendita minima di vecchiaia - indica una nota odierna del Dipartimento federale dell'interno (DFI) - passerà da 1140 a 1160 franchi mensili, quella massima da 2280 a 2320. Gli importi annui destinati alla copertura del fabbisogno generale vitale nell'ambito delle prestazioni complementari all'AVS/AI ammonteranno a 19 050 (18 720) franchi per le persone sole, a 28 575 (28 080) per le coppie e a 9945 (9780) per gli orfani. Anche gli assegni per grandi invalidi saranno adattati, sottolinea la nota.L'adeguamento delle rendite comporterà maggiori costi per 765 milioni di franchi (650 milioni per l'AVS e 115 milioni per l'AI) di cui 170 a carico della Confederazione. L'adattamento delle prestazioni complementari causerà costi aggiuntivi di 1 milione di franchi per la Confederazione e di 4 milioni per i Cantoni.Il contributo minimo AVS/AI/IPG per gli indipendenti e le persone senza attività lucrativa passerà da 460 a 475 franchi l'anno, il contributo minimo per l'AVS/AI facoltativa da 892 a 904.L'esecutivo ha anche aggiornato le basi di calcolo della previdenza professionale. Nella previdenza professionale obbligatoria, la deduzione di coordinamento salirà da 23 940 a 24 360 franchi, la soglia d'entrata da 20 520 a 20 880 franchi. La deduzione fiscale massima ammessa nell'ambito della previdenza individuale vincolata (pilastro 3a) passerà a 6682 franchi (attualmente 6566) per le persone che hanno un secondo pilastro e a 33 408 franchi (attualmente 32 832) per le persone che non dispongono di un secondo pilastro.ATS
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