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Svizzera
VD: promosso referendum contro divieto mendicità
Redazione
10 anni fa

Un comitato composto da associazioni e partiti della sinistra ha lanciato oggi un referendum contro la legge approvata in settembre dal Gran Consiglio vodese, volta a vietare la mendicità nell'intero cantone. Presentata dall'UDC, la proposta era stata approvata con soli quattro voti di maggioranza. Il comitato - di cui fanno parte fra l'altro il Partito operaio e popolare (POP), solidaritéS, la Gioventù socialista e l'associazione di difesa dei rom Opre Rom - invita i partiti che si sono opposti in parlamento alla nuova normativa ad appoggiare il referendum. Rendere criminale il gesto di tendere la mano è inammissibile in una società democratica e contrario ai diritti fondamentali, ha dichiarato la presidente di Opre Rom Véra Tchérémissinoff. Secondo lei, il testo adottato dal Gran Consiglio è contrario alla Convenzione europea dei diritti umani e alla Costituzione vodese. Concretamente, inoltre, la legge non farà partire i rom. "Troveranno altre soluzioni, quali la delinquenza e la prostituzione". La problematica della povertà non può essere combattuta con divieti e la repressione, ma con disposizioni di accompagnamento, ha fatto valere dal canto suo il rappresentante di solidaritéS Hadrien Buclin. Come dimostra il caso di Ginevra - ha aggiunto il consigliere comunale losannese - il divieto dell'accattonaggio provoca costi amministrativi e giuridici che sarebbero meglio impiegati per lottare contro la povertà "piuttosto che contro i poveri". Il divieto di mendicare è peraltro oggetto di un ricorso davanti alla Corte europea dei diritti umani, ha indicato il deputato Jean-Michel Dolivo. La decisione dei giudici di Strasburgo sarà nota entro due o tre anni. La questione della mendicità non riguarda soltanto i rom, hanno sottolineato la Fondation Mère Sofia, la comunità di Sant'Egidio e Emmaüs, che appoggiano il referendum. "Per i poveri, chiedere l'elemosina è l'ultimo mezzo a disposizione", ha dichiarato Yan Desarzens, direttore generale della Fondation Mère Sofia. Oltre a promuovere il referendum - per il quale occorreranno 12'000 firme in 60 giorni - il comitato invita il Consiglio di Stato a presentare un progetto di legge volto a garantire il diritto di tendere la mano, ha indicato dal canto suo la deputata del POP Christiane Jaquet-Berger.

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