
Sono state assolte oggi otto delle nove persone processate lo scorso novembre a Renens (VD) per la morte del detenuto Skander Vogt, deceduto nella sua cella di alta sicurezza del carcere di Bochuz la notte tra il 10 e l'11 marzo 2010, asfissiato dal fumo sprigionato dal materasso a cui aveva appiccato il fuoco. È stato condannato soltanto il vice responsabile delle guardie carcerarie, il cui comportamento "non è stato all'altezza della situazione". Il Tribunale della Broye e del Nord vodese ha prosciolto tutti gli imputati dall'accusa di omicidio colposo. La Corte ha pure rilevato il buon comportamento delle due guardie carcerarie intervenute nella cella del prigioniero, che "si sono messe in pericolo per spegnere il fuoco, ignorando forse l'elevata tossicità del fumo sprigionato dal materasso in fiamme". "Le guardie hanno fatto il possibile per soccorrere il detenuto", ha rilevato la presidente della Corte. Il loro superiore, invece, le ha dissuase dal prendere iniziative personali in assenza degli agenti della forza speciale d'intervento della polizia vodese, chiamata sul posto ma che ha impiegato quasi un'ora per recarsi a Bochuz. Il responsabile "ha preferito attenersi rigidamente alle direttive ed ha omesso d'informare la direttrice di picchetto della gravità della situazione". Comportandosi in questo modo, il vice-responsabile delle guardie "ha privilegiato degli interessi chiaramente inferiori alla vita e alla salute di Skander Vogt", rileva la sentenza. Anch'essi fra gli imputati, gli operatori sanitari si sono comportati in modo "professionale e ineccepibile", ma non sono stati informati in modo adeguato della gravità della situazione. Globalmente, "l'intera situazione è stata bloccata" dall'atteggiamento del vice capo delle guardie carcerarie. Rilevando quali circostanze attenuanti le "difficili condizioni di lavoro" cui era sottoposto l'imputato e le sofferenze da lui provate in seguito al dramma, la Corte lo ha condannato per esposizione a pericolo della vita altrui a 60 aliquote giornaliere di 50 franchi l'una con la sospensione per due anni. Le nove persone citate in tribunale sono la direttrice di guardia la sera in cui è morto Vogt, il vice sorvegliante, tre guardie carcerarie (di cui un addetto al centralino), un infermiere, due addetti d'ambulanza e un dottore del servizio vodese delle emergenze mediche. Lo svolgimento del processo è stato ordinato dal Tribunale federale per chiarire gli interrogativi posti dalla vicenda, dopo un primo non luogo a procedere deciso dalla magistratura vodese nei confronti di sei persone.
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