
Non è ancora domato l'incendio divampato giovedì pomeriggio a Losanna nello stabile di un'impresa specializzata nella custodia d'archivi. Nel primo pomeriggio di oggi i pompieri sono riusciti a penetrare con le dovute misure di sicurezza nel secondo piano sotterraneo forando un muro, ma il calore li ha presto respinti. Si è dunque deciso di pompare l'acqua del lago per riversarla sulle fiamme. La missione è stata affidata all'esercito. La decisione è stata presa dopo il fallimento dell'operazione "martello" lanciata nel primo pomeriggio di oggi, consistente nel far entrare i pompieri dall'esterno. Il calore era infatti insopportabile e il buco nel muro, forato dopo lo scavo di una "trincea" profonda otto metri, è stato di nuovo chiuso. "Ci è perlomeno servito ad avere una migliore visione del rogo", ha dichiarato il portavoce dei pompieri Bernard Sermier, aggiungendo che gran parte del sottosuolo è in preda alle fiamme. Nel grande locale in preda alle fiamme sono archiviati documenti di circa 150 imprese: 3000 m3 di raccoglitori, disposti in speciali armadi mobili su una superficie complessiva di 4600 m2, corrispondenti a tre quarti di un campo di calcio, ha indicato il comandante dei pompieri Jean-Luc Berney. Solo quattro piccole trombe di scale permettono di accedervi. Un grosso problema per i vigili del fuoco è costituito dal fatto che non ci siano pareti divisorie. Giovedì un centinaio di vigili del fuoco era intervenuto per spegnere l'incendio, scoppiato per cause verosimilmente accidentali. Una decina di persone che si trovavano ai piani superiori erano state sfollate. Il calore intenso ha provocato il cedimento parziale della struttura metallica del sottosuolo. Al primo piano interrato si trova un parcheggio in cui sono rimasti una decina di autoveicoli. I pompieri non sono riusciti a recuperarli a causa del fumo, ha detto il comandante. Per tutta la giornata il fumo ha continuato a uscire da una decina di aperture. Il Comune ha fatto analizzare la qualità dell'aria nel quartiere. "Non c'è rischio per la salute della popolazione ma consigliamo di chiudere porte e finestre", ha aggiunto il comandante. Oggi all'opera c'erano in tutto 217 persone, tra pompieri, uomini della Protezione civile, polizia e sanitari. È difficile dire quanto potranno ancora durare le operazioni di spegnimento, rileva il portavoce Bernard Semier. ATS
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