
I residui di plastica inquinano anche i laghi: lo ha accertato uno studio condotto sul Lemano da una squadra di ricercatori del Politecnico federale di Losanna (PFL). Nel lago franco-svizzero sono state rilevate concentrazioni "sorprendentemente elevate" di plastiche, un fenomeno finora rilevato esclusivamente in mari e oceani. "Siamo stati molto sorpresi quando abbiamo scoperto concentrazioni così elevate nel Lemano, in un paese così rispettoso dell'ambiente", sottolinea oggi Florian Faure, autore dello studio. Nel lago sono stati ritrovati residui di plastica misuranti fino a 5 mm di diametro. Queste scorie - aggiunge - potrebbero essere la fonte principale dell'inquinamento imputabile alle materie plastiche di mari e oceani. Secondo le stime dei ricercatori, soltanto il 20% di queste sostanze nocive sarebbero riversate direttamente nei mari e negli oceani. L'80% proverrebbe invece da discariche, fogne e immondizie urbane della terra ferma. La presenza di residui di plastica mette sotto pressione gli ecosistemi dei laghi e dei fiumi e comporta gravi conseguenze per gli uccelli e i pesci che, ingoiandoli, rischiano il soffocamento e disturbi digestivi. Le scorie in questione possono inoltre trasportare sostanze tossiche e cancerogene, quali il bisfenolo A e i ftalati. Per misurare l'inquinamento dovuto alle plastiche, la squadra di Florian Flore ha ripulito le spiagge lacustri, ha analizzato pesci e uccelli acquatici morti e ha impiegato un'imbarcazione messa a punto dall'associazione Oceaneye per misurare l'inquinamento marittimo. Il volume delle scorie ripescate dall'imbarcazione negli strati superiori del Lemano è paragonabile a quello osservato nel Mediterraneo, sottolineano i ricercatori. Lo studio sarà ora esteso ad altri laghi e fiumi del paese, grazie ad un mandato dell'Ufficio federale dell'ambiente. ATS
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