
L'ex ostaggio svizzero in Libia Rachid Hamdani non dovrà pagare la parcella di 140'000 dollari richiestagli dal suo avvocato libico. Il giudice di pace del distretto di Nyon (VD) ha respinto la domanda di Saleh Zahaf, contestata dall'imprenditore vodese. La sentenza, che fa seguito ad un'udienza svoltasi il 31 gennaio, pone a carico dell'avvocato libico le spese di giustizia. Il legale potrà ora chiedere le motivazioni - non ancora note - della decisione e disporrà in seguito di dieci giorni per inoltrare ricorso. "È un'ottima notizia per il mio assistito", commenta il legale di Hamdani, Nicola Meier. L'ex ostaggio non contesta di aver firmato un documento in cui si impegna a pagare gli onorari di Zahaf, ma afferma di esservi stato costretto dalle circostanze. In quel momento, era stato sottolineato nel corso dell'udienza, l'elvetico di origine tunisina era "ridotto alla disperazione" da 19 mesi di detenzione. Non è stato possibile oggi entrare in contatto con il legale di Zahaf in Svizzera. In un'intervista rilasciata a inizio febbraio a "Matin Dimanche", l'avvocato libico ha affermato di aver rischiato la propria vita e quella della sua famiglia "per Hamdani". Nel 2008, il regime del colonnello Gheddafi aveva trattenuto in ostaggio Rachid Hamdani e Max Göldi in rappresaglia per l'arresto a Ginevra del figlio Hannibal. Gli ostaggi erano stati liberati rispettivamente nel febbraio e nel giugno 2010. ATS
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