
Una crisi cova in seno all'UDC del canton Vaud: dopo le denunce presentate gli scorsi giorni dal vice-presidente del partito svizzero Claude-Alain Voiblet, alza oggi la voce il presidente del gruppo agrario al Consiglio comunale di Losanna Philipp Stauber. Al centro dei dissapori: la presidente del partito Fabienne Despot, entrata in carica in dicembre. Nella sua lettera aperta, Stauber accusa la presidente di trascorrere il suo tempo a "complottare", arrecando ingenti danni al partito. Secondo il consigliere nazionale Guy Parmelin, la situazione nella sezione vodese "è ormai giunta ad un punto di non ritorno". La miccia è stata accesa dalle denunce presentate la scorsa settimana dal coordinatore romando dell'UDC Claude-Alain Voiblet: due sono rivolte contro altrettante sue ex compagne e una contro ignoti a causa della divulgazione di documenti che - afferma l'interessato - provengono dalla stessa UDC. Le due donne avrebbero inviato al presidente del partito Toni Brunner lettere in cui accusano Voiblet di essere una persona "tossica e immorale". I documenti che proverrebbero dalla sezione cantonale sarebbero invece stati utilizzati per accusare il coordinatore vodese di frode all'assicurazione contro la disoccupazione. Nella sua lettera aperta Stauber ritiene "evidente" che i documenti in causa provengano dall'entourage della presidente. "La cerchia dei responsabili di questa pioggia di indiscrezioni - scrive - è dunque chiaramente definita". Interrogata al riguardo, Fabienne Despot rifiuta di commentare la lettera, indicando che si tratta di "problemi interni" in merito ai quali una mediazione è in corso. La deputata è stata designata alla testa della sezione vodese in dicembre, prendendo il posto di Voiblet, che ha lasciato l'incarico in estate dopo essere stato a sua volta oggetto di critiche in seno al partito.
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