
«Lacune manageriali, sfiducia nei confronti dell'amministrazione e decisioni mal difese». Sono queste le principali critiche di un nuovo rapporto, questa volta del Gran Consiglio vodese, nei confronti della consigliera di Stato Valérie Dittli (Centro), già responsabile delle finanze cantonali. Il nuovo documento, presentato oggi, è stato elaborato da una commissione parlamentare istituita lo scorso mese di marzo dopo la pubblicazione di un primo rapporto redatto da Jean Studer, già consigliere di Stato neocastellano (PS), consigliere agli Stati e presidente del Consiglio della banca della Banca nazionale svizzera, in qualità di esperto indipendente. Quest'ultimo aveva rilevato diversi malfunzionamenti all'interno dell'amministrazione fiscale vodese. I problemi evidenziati oggi dai commissari hanno «indebolito il funzionamento istituzionale e influito negativamente sul personale», si legge nel documento, che riferisce inoltre di una consigliera di Stato «insufficientemente preparata» per assumersi tali compiti, di problemi di comunicazione e di atti «inadeguati o addirittura illegali». Il ritiro della responsabilità delle finanze a Dittli ha permesso di «superare alcune difficoltà», ma non garantisce «stabilità», sottolineano i commissari.
Il partito: «Critiche comprensibili e giustificate»
Le critiche rivolte dal Gran Consiglio vodese alla consigliera di Stato Valérie Dittli, già responsabile delle finanze cantonali, sono «comprensibili e giustificate», dice Michele Mossi, presidente ad interim del suo partito, il Centro. La diretta interessata fino a questo momento non si è espressa. Le reazioni più virulenti vengono da sinistra. Nessun partito chiede le dimissioni.
All'inizio del suo mandato, Dittli, che non aveva esperienza politica quando è stata eletta in governo, non è riuscita a «farsi accompagnare» e non ha beneficiato dell'aiuto dello Stato, ha aggiunto Mossi, contattato da Keystone-ATS. A suo avviso, la consigliera di Stato, ha imparato dai propri errori: «Sa che deve migliorare».
Dal canto loro, socialisti e Verdi chiedono a Dittli di eclissarsi, senza però pretenderne le dimissioni. I partiti di destra sono meno severi, sottolineando che la maggior parte delle critiche formulate oggi dalla Delegazione delle commissioni di sorveglianza (quelle delle finanze e della gestione) del legislativo erano già contenute nel rapporto prodotto lo scorso marzo da Jean Studer, già consigliere di Stato neocastellano (PS) e presidente del Consiglio della banca della Banca nazionale svizzera, in qualità di esperto indipendente.

