
Dopo quella lanciata settimana scorsa nel Canton Vallese, ora anche il Canton Vaud ha deciso di lanciare un'iniziativa per un salario minimo cantonale, che prevede che i salari più bassi siano di almeno 23 franchi all'ora. Una volta ricevuto il via libera delle autorità cantonali i promotori avranno un anno di tempo per raccogliere le 12'000 firme necessarie.
Due i testi del progetto
"Il progetto si compone di due testi: uno costituzionale, per ancorare il principio del salario minimo nella Costituzione; l'altro legislativo, per introdurre un salario minimo cantonale legale di 23 franchi all'ora, indicizzato al costo della vita a partire dal primo gennaio di quest'anno", scrivono i promotori in una nota. "I recenti esempi di introduzione di salari minimi in altri cantoni dimostrano che si tratta di uno strumento efficace nella lotta contro i bassi salari, lo sfruttamento spudorato dei lavoratori poveri, il dumping salariale e la discriminazione salariale nei confronti delle donne", precisano.
Modello di Neuchâtel
Secondo un rapporto, citato nel comunicato stampa, nel 2017 il 14% dei dipendenti del settore privato del Canton Vaud guadagnava meno di 3'930 franchi al mese, ovvero meno di due terzi del salario mediano. Secondo i promotori dell'iniziativa, oggi circa il 10% dei dipendenti sarebbe colpito da questi "bassi salari". Il progetto si basa sul modello di Neuchâtel, convalidato dal Tribunale federale e adottato a Ginevra. In Svizzera sono cinque i cantoni ad aver già introdotto un salario minimo: Ticino, Giura, Neuchâtel, Ginevra e Basilea Città. Nel Vallese è stata di recente lanciata un'iniziativa analoga.

