
"Un saluto speciale va alle nuove Guardie Svizzere, ai loro familiari e amici, nel giorno della festa di questo storico e benemerito Corpo. Un applauso a loro!". Così papa Francesco, al termine del Regina Coeli in Piazza San Pietro, si è rivolto alle 32 reclute delle Guardie Svizzere che hanno poi prestato giuramento nel pomeriggio in Vaticano. La data del 6 maggio ricorda l'eroica morte dei 147 soldati elvetici caduti in difesa di papa Clemente VII nel Sacco di Roma (1527). Cantone ospite è stato quest'anno quello di Lucerna. Nessuna delle 32 reclute ha giurato in lingua italiana. E' stata una cerimonia suggestiva per l'ambiente in cui si è svolta, il Cortile di San Damaso, con personalità del Vaticano a presiederla come l'assessore della Segreteria di Stato mons. Paolo Borgia con a fianco il prefetto della Casa Pontificia mons. Georg Gaenswein, e per la folta corona di centinaia di persone, cardinali, rappresentanti politici e militari della Confederazione, parenti, amici delle reclute presenti. Le autorità elvetiche sono state rappresentate dal presidente del Consiglio Nazionale, Dominique de Buman, da numerosi parlamentari federali e cantonali e dall'ambasciatore presso la Santa Sede, Pierre-Yves Fux. A rappresentare la Chiesa elvetica, mons. Charles Morerod, presidente della Conferenza episcopale.
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