
Decreto federale concernente l’imposta immobiliare cantonale sulle abitazioni secondarie e Legge federale sul mezzo d’identificazione elettronico e altri mezzi di autenticazione elettronici. Sono questi i due temi su cui i cittadini svizzeri sono chiamati ad esprimersi oggi.
Valore locativo
Al momento i proprietari di un’abitazione a uso proprio devono dichiarare come reddito il cosiddetto “valore locativo”. Si tratta di un reddito fittizio, calcolato in Svizzera, che corrisponde al valore dell'affitto che un proprietario riceverebbe se affittasse la propria casa a terzi. Il Parlamento ha adottato una modifica di legge che sopprime tale imposizione. Consiglio federale e Legislativo raccomandano di votare "sì" poiché, secondo loro, la soppressione dell’imposizione del valore locativo semplificherebbe il sistema fiscale e ridurrebbe gli incentivi all’indebitamento privato. Una minoranza del Parlamento - composta dalla sinistra e da alcuni esponenti del Centro - respinge la riforma. Parte di questa minoranza intende mantenere l’imposizione del valore locativo perché la sua soppressione "avvantaggia in primo luogo i proprietari di abitazioni a uso proprio e può comportare minori entrate per lo Stato". Un’altra parte vuole lasciare l’imposizione almeno sulle abitazioni secondarie.
Identificazione elettronica
Passando all’altro argomento in votazione, il nuovo mezzo d’identificazione elettronico (Id-e) - se accettato dal popolo - funzionerà come una carta d’identità digitale. Al momento in Svizzera questa non esiste; nel 2021 il popolo ne aveva respinto l’introduzione. Esecutivo e Legislativo sono favorevoli a una sua introduzione poiché renderebbe possibile identificarsi in internet e garantirebbe al contempo "un'ottimale protezione" della sfera privata. Il comitato referendario, di cui fanno parte le associazioni Amici della Costituzione, Aufrecht Schweiz, Référendum E-ID 2.0 e il Partito pirata, sostenuti anche dai giovani UDC e UDF, ritengono invece che l’Id-e non sia sicuro e non protegga a sufficienza la sfera privata. "Permetterebbe di accumulare grandi quantità di dati sensibili e potrebbe portare ad abusi e sorveglianza", scrivono. Temono inoltre che il suo utilizzo non resterà facoltativo.

