
Il Gran Consiglio vallesano ha accettato stasera diversi postulati che chiedono al Consiglio di Stato “di sfruttare tutte le possibilità a sua disposizione” per autorizzare l’abbattimento dei lupi e sostenere gli allevatori. Pur dicendosi sensibile all’argomento, l’esecutivo ha ripetuto che “la risposta dipende da Berna”. La nuova ordinanza federale sulla caccia, entrata in vigore a luglio, stabilisce che i lupi “rappresentano un grave pericolo per l’uomo” se “vivono in un branco, si avvicinano o entrano regolarmente di propria iniziativa nelle zone abitate e sono o aggressivi o troppo poco timidi nei confronti dell’uomo”.
Gli autori di diversi interventi ritengono che il Consiglio di Stato non utilizzi a sufficienza questo spazio di manovra. Il legislativo ha seguito con 65 sì, 56 no e 3 astensioni un postulato dell’UDC che esige che il governo faccia uso di tutte le possibilità legali a sua disposizione. Si chiede anche “di effettuare un’analisi giuridica per determinare se, in certe situazioni, lo stato di necessità legale possa essere invocato”. In mattinata, e su questa base, il Gran Consiglio aveva già accettato in proporzioni simili un postulato che mira a “regolare un branco” che vive vicino a Vionnaz.
Altri due postulati urgenti del PPD e dell’UDC dell’Alto Vallese hanno anche chiesto al Consiglio di Stato di agire “sfruttando tutte le sue possibilità” nell’interesse degli allevatori di pecore. Questi testi, che sono stati accettati dall’esecutivo cantonale e dal plenum senza discussione, chiedono in particolare di decidere sullo statuto degli alpeggi e di decidere “chiaramente” se possono essere protetti o meno e di compensare gli allevatori delle pecore colpite. A loro volta, i consiglieri di Stato Frédéric Favre - capo del Dipartimento della sicurezza, delle istituzioni e dello sport, a cui fa capo il servizio di caccia, pesca e fauna selvatica - e Christophe Darbellay, capo del Dipartimento dell’economia e dell’educazione, a cui fa capo il servizio dell’agricoltura, hanno assicurato che stanno facendo tutto ciò che è in loro potere. “Ma la risposta è a Berna, non in Vallese.
Il Consiglio di Stato ha scritto al Consiglio federale per chiedergli di “intervenire al più presto”, perché la situazione “così com’è, sta per sfuggire di mano”, ha sottolineato Frédéric Favre. Il margine di manovra è piccolo “ma sfruttato al 100%”, ha aggiunto Christophe Darbelley, che si è detto consapevole dell’importanza di non avere più una “zona grigia” riguardo allo status degli alpeggi.
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