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Vallese, chiesti 15 mesi per l'autore della frode elettorale
Vallese, chiesti 15 mesi per l'autore della frode elettorale
Vallese, chiesti 15 mesi per l'autore della frode elettorale
Redazione
8 anni fa
L'uomo è accusato di aver falsificato 199 schede durante le cantonali 2017. Il pp: "Grande energia criminale"

Il Ministero pubblico vallesano ha richiesto oggi 15 mesi di prigione con la condizionale per il presunto autore della frode elettorale commessa alle elezioni cantonali vallesane del marzo 2017.

L'accusato, un 30enne svizzero membro dell'UDC, avrebbe falsificato almeno 199 schede di voto nell'Alto Vallese: si sarebbe impossessato del materiale elettorale inviato per votare - a favore del proprio partito - al posto dei destinatari.

Il procuratore ha ritenuto che l'uomo abbia agito con metodo e dispiegando "una grande energia criminale". L'uomo in passato era già stato condannato, ma per fatti di altra natura, ha precisato il procuratore. Quest'ultimo ha aggiunto che una pena pecuniaria non sarebbe sufficiente, ma ha concesso una sospensione con la condizionale di tre anni. Il processo prosegue ora con le considerazioni della difesa.

I comuni altovallesani di Briga, Visp e Naters avevano inoltrato una denuncia a seguito di sospetti casi di brogli emersi in occasione delle elezioni per il Consiglio di Stato nel 2017. Nelle tre località i diversi cittadini si erano lamentati di non aver ricevuto per posta il materiale di voto, mentre dai registri risultava che avevano già votato.

Inizialmente l'UDC cantonale aveva fatto ricorso al Tribunale federale (TF) chiedendo l'effetto sospensivo del risultato elettorale, proprio a seguito di queste irregolarità. Aveva tentato di rinviare la cerimonia di giuramento e di entrata in carica dell'esecutivo, ma i giudici federali avevano respinto la richiesta.

Il TF tuttavia aveva invitato la cancelleria cantonale a garantire la conservazione del materiale di voto fino al termine della procedura federale. In seguito, era poi emerso che il presunto autore della frode era proprio un membro dell'UDC dell'Alto Vallese.

Lo scorso maggio si è poi scoperto che l'uomo aveva due complici, una donna e il figlio di quest'ultima, che hanno aiutato il 30enne a manipolare una sessantina di schede di voto.

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